La polarizzazione e il voto politico. Secondo Alessandra Ghisleri sono stati questi gli elementi decisivi per la vittoria del No al referendum sulla giustizia. La sondaggista, intervistata da la Stampa, sottolinea come per il No "il fattore aggregante – anche al di là dei perimetri – è stata proprio la manifestazione del dissenso. Non solo verso la proposta referendaria, ma anche nei confronti del governo e del suo agire. Le parole dei leader del centrosinistra nella celebrazione della vittoria ne sono una chiara dimostrazione".
Difendere la riforma della giustizia nel merito, come ha provato a fare il Sì, è stato come prevedibile molto più complesso, difficile e meno impattante rispetto alla semplice "distruzione". E di sicuro "anche il desiderio di non modificare l'assetto esistente della Costituzione ha avuto il suo peso. Come accaduto in passato, chi ha provato a modificare la Costituzione è andato a sbattere. A questo si è aggiunta una maggiore efficacia comunicativa del fronte del No, che è riuscito a presentare il cambiamento come arrogante e potenzialmente rischioso".
Il fatto, mette in guardia Conte e Schlein la Ghisleri, è che a votare No sono stati soprattutto giovani e tradizionali astenuti. E una fetta di questi milioni di voti non è ascrivibile al centrosinistra: "Se pensiamo che a giugno dello scorso anno, per il referendum su lavoro e cittadinanza, avevano votato a favore poco meno di 13 milioni di persone, mentre stavolta i No sono stati quasi due milioni in più. Si tratta di persone che magari sono tornate a votare dopo un po' di tempo che disertavano le urne. E lo hanno fatto per esprimere una critica netta a chi è al governo, senza che questo coincida con l'adesione a un partito di opposizione o a una ipotetica coalizione".
D'altro canto, ridurre l'esito del referendum a una sconfitta personale di Giorgia Meloni "sarebbe una semplificazione eccessiva: le consultazioni, soprattutto su temi complessi come la giustizia, tendono a sfuggire alle logiche di schieramento puro e riflettono dinamiche più ampie, tra cui il merito del quesito e la percezione dei cittadini".