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I numeri danno ragione all’Italia: diminuiti gli sbarchi

I numeri non si possono cancellare. Neanche quelli sull’immigrazione, che cominciano a dare ragione al governo
di Francesco Storace sabato 28 marzo 2026

2' di lettura

I numeri non si possono cancellare. Neanche quelli sull’immigrazione, che cominciano a dare ragione al governo. E ancora meglio andrà con le nuove norme varate dall’Europa in linea con le politiche italiane. I dati sono stati spulciati e resi noti dal capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan. Che li ha commentati così: «Sbarchi di immigrati in costante diminuzione: la politica del Governo Meloni funziona. Il business dell’immigrazione è in crisi. Normale che chi ci campa attacchi il Governo». I grafici sono eloquenti e smentiscono tutti quelli che stanno sempre col fucile puntato contro l’esecutivo. I dati sugli sbarchi di migranti in Italia mostrano una tendenza alla diminuzione. Secondo l’Unhcr - che è l’agenzia delle Nazioni Unite e non una filiale del centrodestra - gli sbarchi nel 2024 sono diminuiti del 58% rispetto al 2023. Il tutto specificato anno per anno. Ad esempio nel 2024 sono arrivati 66.317 migranti, di cui 8.043 minori non accompagnati. Erano più del doppio nel 2023: 155.754 migranti, di cui 18.820 minori non accompagnati.

Le nazionalità di origine prevalenti nel 2024 sono state: Bangladesh (21%), Siria (19%), Tunisia (12%), Egitto (6%), Guinea (5%). I numeri esposti, sia pure in maniera succinta, testimoniano che le scelte finora seguite dall’esecutivo cominciano a produrre risultati, anche se ci sarà sempre chi critica. Però sono incontrovertibili e la politica di accordi con i paesi di provenienza dà i suoi frutti. In mezzo ci sono state anche polemiche dovute a decisioni della magistratura che spesso è andata in contrasto col governo, e questo ha comportato problemi nei rimpatri, ad esempio. Ma non si può non rilevare come si inizi a rispondere al programma approvato dagli elettori alle politiche. E sarebbe davvero illusorio attendersi altrettanta sollecitudine da un eventuale governo di sinistra. In fondo, le differenze di approccio ci sono ed evidenti a tutti.

Con i governi marcati Pd la tendenza è sempre stata quella di spalancare le frontiere, soprattutto da quando si è formata al Nazareno una classe dirigente poco sensibile al disagio sociale provocato nelle grandi città italiane, a partire dalle periferie metropolitane. Ovviamente non ci si potrà adagiare su questi risultati e occorrerà imprimere una spinta sempre maggiore alle politiche sull’immigrazione. Sarà d’aiuto anche quanto stabilito in sede europea, a cominciare dalla lista dei paesi sicuri verso cui rimpatriare chi non ha diritto a restare nel nostro Paese. Finora i decreti di governo in materia erano stati messi alla berlina e contestati dalle varie procure. Ma nel momento in cui dalla Ue arriverà il via libera- anche perchè necessario a tutti- sarà più difficile muoversi in maniera scomposta per i sabotatori in servizio permanente effettivo. Il resto toccherà a chi ha in gestione l’ordine pubblico nelle città, che continuano ad essere piene di non regolari. Ma si comincia da qui.

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