C'è un posto anche per Pier Luigi Bersani nel progetto del campo largo. L'ex governatore dell'Emilia-Romagna potrebbe essere il "federatore del programma" che fa slittare le primarie più in là e mettere seduti a un tavolo Giuseppe Conte ed Elly Schlein. A far pensare a Bersani nei panni di questo padre nobile è stata Rosy Bindi. Nell’entourage dell’ex segretario dem, infatti, vanno già alla questione successiva, dando per assodato che il nome sarebbe il suo: "Ma Bindi ha il potere di decidere una cosa del genere?".
Eppure - riferisce Il Fatto Quotidiano - Bersani, considerato dai più di sinistra e popolare, con rapporti buoni con molti, da Conte a Schlein passando per i big dem, sembra uno che può sparigliare. D'altronde per molti dem il leader del Movimento 5 Stelle sarebbe un candidato premier migliore della segretaria del Pd. La quale, però, non ha intenzione di farsi da parte. Le primarie per lei potrebbero essere l’unico modo per evitare le trame di chi nel suo partito preferirebbe altri a Palazzo Chigi.
Tra questi Silvia Salis. Ma anche Alleanza Verdi e Sinistra italiana allontana l'ipotesi primarie. Angelo Bonelli, ad esempio, ha preferito lanciare "le primarie per il programma". Per Nicola Fratoianni, poi, "non mi sembra che i ragazzi che hanno fatto vincere il No al referendum ci facciano come primissima domanda: come scegliete il leader?". Insomma, "prima serve un progetto che coinvolga", ha detto di nuovo Stefano Bonaccini, da poco rientrato in maggioranza dem.