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Elly Schlein all'angolo punta sulla Cgil: l'asse con Landini

di Elisa Calessimercoledì 1 aprile 2026
Elly Schlein all'angolo punta sulla Cgil: l'asse con Landini

4' di lettura

La controffensiva a Giuseppe Conte, tornato a indossare i panni del premier, partirà a breve. Niente polemiche, basta interviste. La consegna che viene dai piani alti del Nazareno è di parlare il meno possibile di primarie. E soprattutto di non rispondere al turbinio di ipotesi, suggerimenti, messaggi in bottiglia, consigli interessati che arrivano da padri o madri nobili, maggiorenti, opinionisti, saggi e riserve della Repubblica. L’irritazione, ovvio, c’è. Ed è tanta. Perché l’offensiva contro una candidatura a premier di Elly Schlein è pesante, viene da tanti ambienti, tutti interni al centrosinistra, e punta a delegittimarla. E c’è amarezza. La verità, si dice in ambienti vicini alla segretaria, è che non si accetta il fatto che sia giovane e donna. E autonoma da consiglieri o notabili del Pd, per i quali spesso si è resa introvabile o sfuggente. Queste caratteristiche - alla faccia delle battaglie ideali che si sostengono e alle parole che si pronunciano - sono vissute come un handicap, la prova che non è adatta, non ancora, che non va bene. Giudizi che nascondono, si dice, anche un sottile maschilismo.

Se al suo posto ci fosse un uomo, si chiedono in tanti, si permetterebbero tanta sicumera? Se il segretario fosse un maschio, fiorirebbero - come accade invece ora interviste di maggiorenti che spiegano come sia meglio accordarsi, cercare un Papa straniero, rimandare la scelta, mettere da parte la segretaria legittimamente eletta e che per statuto è anche il candidato premier? Ma Schlein è meno inesperta di quel che sembra. Non intende cedere. Almeno non a tavolino. Per questo nelle prossime settimane risponderà a modo suo. Con un giro nel Paese. Alla ricerca soprattutto di due mondi: la generazione Z, quella che ha fatto la differenza nel referendum, e i lavoratori. Sulla prima, non parte da ora. Da tempo Schlein è attenta al mondo degli studenti universitari, a cui si è dedicata con battaglie sul voto dei fuori sede e sul costo degli affitti. 

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ALLEANZA CON MAURIZIO
Per quanto riguarda i lavoratori, punta su Maurizio Landini, segretario della Cgil, con cui in occasione della campagna referendaria ha riallacciato un rapporto che inizialmente era stato faticoso. Cgil e studenti, dunque, saranno le carte che Schlein intende giocare contro il Conte in pochette, dedicato in queste settimane a tessere la tela con l’establishment che conta.

Tornare nelle piazze, nei luoghi di lavoro e di studio, davanti alle fabbriche e alle università. Questo è il programma della segretaria del Pd, abbozzato in questi giorni nelle tante riunioni che sta facendo coi suoi. Non chiudersi nella stanze del Pd, non sperare nella gioiosa macchina del partito, o in quel che resta, ma andare fuori. Cercare i voti nell’astensione, in quel popolo del No fatto soprattutto di under 30, che è uscito dalle proprie stanze ed è tornato alle urne il 22 e 23 marzo. Nel cerchio più vicino alla segreteria si stanno raccogliendo idee su come concretizzare questa volontà. Qualcosa si farà. E sarà rivolto a loro, gli under 30, nel tentativo di agganciarli alla proposta del Pd.

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POLITICA ESTERA
Un’altra arma che userà, nei rapporti con la classe dirigente del Paese (mediatica, imprenditoriale, economica), è ricordare a tutti la coerenza da lei dimostrata sui capisaldi della politica estera italiana, dall’Ucraina al Medio Oriente. A differenza di Conte, le cui sbandate filo-russe sono agli atti e non si possono cancellare, nonostante i ripensamenti. Nonostante le varie anime del Partito democratico e le sfumature a parole molto diverse, Schlein bene o male ha sempre tenuto la barra dritta sul sostegno all’Ucraina. Non si può dire così di Conte, nonostante la recente correzione di rotta espressa all’evento di Più Europa. E ieri, a ricordarlo, è stato Carlo Calenda, criticando il M5S per l’invito al professor Angelo D'Orsi, «uno degli esponenti fondamentali della propaganda putiniana» a presentare un libro a Montecitorio. «Il Movimento 5 Stelle, al di là di quello che opportunisticamente dice il suo leader, quando gli conviene o quando deve partecipare alle primarie, è integralmente un movimento pro-Putiniano ed anti-europeo», ha chiosato.

Un altro lavoro sarà sul versante economico. Anche qui, Schlein vuole giocarsi le sue carte. Aveva iniziato a farlo alcuni mesi fa, incontrando il gotha degli imprenditori con incontri a porte chiuse. Tornerà a farlo ora, per rassicurare quei mondi che in questi giorni sono in rotta con il centrodestra, ma che guardano con una certa diffidenza al Pd. Certo, non sarà facile. Conte corre e vanta rapporti insospettabili con mondi tra loro molto diversi. Schlein deve lottare contro incrostazioni, sospetti, ipocrisie e pregiudizi. Ma è determinata. E non si farà intimidire.

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