CATEGORIE

Giorgia Meloni nel Golfo, "qual è il rischio". La posta in gioco che la sinistra ignora

di Fausto Carioti domenica 5 aprile 2026

4' di lettura

La missione nel Golfo Persico è servita innanzitutto «per difendere il potere d’acquisto delle famiglie» italiane. Il resoconto lo fa la stessa Giorgia Meloni. Spiega le ragioni del blitz in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti in un video girato in automobile, prima di salire sull’aereo che la riporterà a Roma. Non nomina l’opposizione, è agli italiani che si rivolge, ma è evidente che mentre parla pensa anche ai suoi avversari politici, che l’accusano di «scappare» dagli interessi del Paese.

«Per me», dice, «la politica estera non è una materia lontana, ma è il modo a volte più concreto che si ha per difendere l’Italia, per difendere il lavoro degli italiani, per difendere il futuro stesso della nostra nazione». Si capisce meglio, così, perché ha scelto di non impantanarsi nel rimpasto di governo e limitarsi invece al minimo necessario, la nomina di Gianmarco Mazzi a ministro del Turismo: ha voluto concentrarsi subito su ciò che conta davvero, gas e petrolio.

L’approvvigionamento energetico è uno dei dossier più importanti dall’inizio del governo, ma la guerra in Medio Oriente, il blocco dello stretto di Hormuz e la necessità di attingere alle casse dello Stato per ridurre le accise su diesel e benzina lo hanno messo in cima alla lista. La scorsa settimana la premier è stata in Algeria, legata all’Italia dal gasdotto Trans-Med, che perla Penisola significa oltre 20 miliardi di metri cubi di gas l’anno, un terzo delle importazioni di gas. E adesso, appunto, il Golfo: l’area, ricorda, «che garantisce alla nostra nazione circa il 15% del totale del petrolio che serve». Seguirà, tra poche settimane, la tappa in Azerbaijan. Si rivede il forte dinamismo internazionale che aveva impressionato gli osservatori, in Italia e all’estero, durante la prima fase della premiership di Meloni: potrebbe essere proprio questo il tratto distintivo dell’ultima parte del suo mandato.

È stata il primo leader europeo a recarsi nella regione da quando è iniziato questo nuovo conflitto e la sua, rimarca, «non è una visita semplicemente simbolica». C’è la «solidarietà» verso nazioni «che sono amiche e continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran», ma lo scopo «non è semplicemente fare testimonianza». È andata lì «per dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani». Quando lì cresce l’instabilità, spiega, «non ne risentono solamente gli equilibri internazionali: ne risentono i prezzi dell’energia, i costi perle imprese, il lavoro». Se in quella parte di mondo la produzione o il transito dei prodotti energetici rallenta o si ferma, «il prezzo aumenta per tutti, e se peggiora si può arrivare a non avere tutta l’energia che è necessaria anche in Italia».

Dopo Gedda, dove venerdì è stata ricevuta dal primo ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, si è recata a Doha, in Qatar, e ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti.

Paesi che hanno gli stessi obiettivi dell’Italia: rendere inoffensivi l’Iran e i suoi alleati Houthi, impedire che il conflitto si allarghi, riaprire il prima possibile lo stretto di Hormuz e far ripartire il commercio degli idrocarburi.

Con l’emiro qatarino, Tamim bin Hamad Al-Thani, Meloni ha un rapporto consolidato. Il legame tra i due Paesi si è rafforzato dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il Qatar da solo, ricorda, oggi «copre il 10 per cento del fabbisogno italiano di gas». Il resto lo dicono i libri dell’Eni, che ha il 25% della società QatarEnergy Lng Nfe, incaricata dello sfruttamento del giacimento gigante North field east. Dal Qatar è previsto che arrivino via nave forniture crescenti per i rigassificatori italiani, ma occorre che la guerra finisca.

A palazzo Chigi riferiscono che Meloni e Al-Thani «hanno approfondito le questioni energetiche», concentrandosi «sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti».

Si pensa a come riparare i danni e ripartire, insomma, e la premier «ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine».

Negli Emirati Meloni ha incontrato il presidente Mohamed bin Zayed Al-Nayyan. Si erano visti l’ultima volta a Roma un mese fa, anche con lui l’intesa è buona. La prima preoccupazione di bin Zayed è militare: tra i Paesi non belligeranti, il suo è quello che ha subito l’attacco più duro da parte dell’Iran, che lo ha martellato con ondate di droni.

Gran parte della ricchezza degli Emirati viene dalla libertà dei trasporti di petrolio e gas attraverso lo stretto di Hormuz, ed è sulla strategia e le alleanze per ripristinarla che si è concentrata la discussione con Meloni. Con lui, come con Al-Thani poche ore prima e con bin Salman venerdì, la premier ha concordato di rafforzare la cooperazione nei settori «strategici» della difesa e della sicurezza. Il mondo è cambiato in peggio, serve a poco parlare di commercio se non si sa come proteggerlo.

tag
giorgia meloni
carburanti
qatar
arabia saudita

Reazioni scomposte Meloni nel Golfo, la sinistra a secco sbrocca: "Scappa perché non sa che fare"

Il piano Italia, lettera alla Ue: "Lo strumento contro la crisi". Chi sono i Paesi alleati di Palazzo Chigi

Bancarotta politica Il caos energetico del campo largo

Ti potrebbero interessare

Meloni nel Golfo, la sinistra a secco sbrocca: "Scappa perché non sa che fare"

Fabio Rubini

Italia, lettera alla Ue: "Lo strumento contro la crisi". Chi sono i Paesi alleati di Palazzo Chigi

Il caos energetico del campo largo

Mario Sechi

Meloni, Andrea Romano costretto ad ammetterlo: "Buona idea il viaggio nel Golfo"

Giuseppe Conte, auguri di Pasqua da campagna elettorale. Schlein tace

Anche a Pasqua Giuseppe Conte è sempre in campagna elettorale. E così sui social il leader del Movimento 5...

Cosa avrebbe fatto in questa situazione globale un governo di centrosinistra?

[{"image":{"mediaId":null,"mediaUrl":null},"text":"Niente. E l'Italia sarebbe in default","index":0},{"image":{"mediaId"...

Meloni nel Golfo, la sinistra a secco sbrocca: "Scappa perché non sa che fare"

Ad ascoltare le lagnanze della sinistra sul viaggio lampo nel Golfo del premier Giorgia Meloni, sembra di precipitare in...
Fabio Rubini

Il caos energetico del campo largo

Le reazioni infantili dell’opposizione al viaggio di Giorgia Meloni nel Golfo misurano con precisione la bancarott...
Mario Sechi