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Forza Italia, il vertice di 4 ore: cosa trapela su Gianni Letta

di Fabio Rubini sabato 11 aprile 2026

3' di lettura

Quattro ore e mezza di vertice negli uffici Mediaset di Cologno Monzese, ma nessun comunicato congiunto, per dire che tra la famiglia Berlusconi e Forza Italia va tutto bene. Un segnale chiaro sul fatto che se da un lato le tensioni delle scorse settimane si stanno smussando; dall’altro la quadra non è ancora stata trovata nella sua interezza. All’incontro erano presenti Marina e Pier Silvio Berlusconi, il segretario di Forza Italia Antonio Tajani, Gianni Letta e Danilo Pellegrino, amministratore delegato di Fininvest Spa. L’incontro, fa sapere Forza Italia nella sua nota, «si è svolto in un clima di grande amicizia e cordialità.

Dopo un’ampia panoramica sulla situazione politica, economica e internazionale e la rinnovata fiducia nel segretario, l’attenzione si è concentrata sul futuro di Forza Italia. È emersa una visione unitaria - conclude la nota del partito - e condivisa per il rilancio del movimento nello spirito e con i valori del fondatore Silvio Berlusconi». Più stringata la versione di Marina e Pier Silvio, che tramite fonti vcine hanno fatto sapere che si è trattato "di un incontro molto positivo", ma non risolutivo, come detto.

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NODI IRRISOLTI
Sul tavolo restano due nodi: quello del capogruppo alla Camera e quello dei congressi regionali. Toccherà a Gianni Letta nei prossimi giorni trovare la quadra prima che sia troppo tardi. Dopo il blitz che ha portato Stefania Craxi al vertice dei senatori azzurri al posto di Maurizio Gasparri, Marina e Piersilvio vorrebbero fare il bis anche alla Camera. Tajani ha cercato di difendere ad oltranza l’attuale Paolo Barelli, ma da quel che si capisce la sua sostituzione è ormai solo questione di tempo. La partita si è così spostata sul nome del successore. Ieri i convenuti hanno presentato due rose con tre profili ciascuno.

Due i nomi forti. Tajani ha proposto Enrico Costa, ma la famiglia Berlusconi ha storto il naso, sia perché Costa è stato eletto con Azione (aderendo successivamente a Fi), sia perché ha sul suo curriculum il “tradimento politico” a papà Silvio quando, nel 2013, lasciò l’allora Pdl per accasarsi con il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, che aveva strappato proprio con Berlusconi. Marina e Piersilvio non l’hanno dimenticato. E hanno rilanciato col nome di Giorgio Mulè, che ha dalla sua la lunga militanza a Mediaset, con annessa fiducia dei Berlusconi (dal 2006 al 2018 ha diretto Videonews, Studio Aperto e Panorama), e l’ottima figura fatta nella sfortunata campagna referendaria sulla giustizia. Durante la discussione sono emersi anche i nomi di Pietro Pittalis, Ugo Cappellacci, Deborah Bergamini e Raffaele Nevi, ma almeno per il momento restano sullo sfondo. Pragmaticamente i numeri dicono che se si andasse alla conta vincerebbe Mulè, ma l’idea delle parti in causa è quella di evitare lo scontro frontale che porterebbe con sé altre e ben più pesanti conseguenze.

L’altro nodo ancora da sbrogliare è quello dei Congressi regionali. Tajani subito dopo il voto di marzo ha impresso un’accelerata per la loro convocazione. La famiglia Berlusconi, invece, vorrebbe che sulla questione si tirasse il freno e che i congressi si svolgessero solo dopo la svolta impressa al front office nazionale di Fi e, soprattutto, in linea con essa. Insomma Marina e Piersilvio vorrebbero evitare che sui territori il partito prendesse una strada diversa rispetto alla linea nazionale.

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TROPPE FIBRILLAZIONI
Un timore dettato anche dalle numerose fibrillazioni che si stanno registrando sui territori. Sicilia, Sardegna, Campania, Basilicata e Abruzzo vengono definite come situazioni potenzialmente «esplosive». E anche in Lombardia l’accelerata sul congresso- già fissato per il 9-10 maggio - ha fatto storcere più di un naso su tutto il territorio. Anche ad Arcore. Nei prossimi giorni capiremo se Tajani toglierà il freno dall’acceleratore, rimandando la convocazione delle assemblee regionali, o andrà avanti per la sua strada. In mezzo spicca la figura di Gianni Letta - 91 anni mercoledì -, chiamato ancora una volta a tessere la sua tela e rimettere assieme i pezzi. Ci proverà in questi giorni e sono in molti a ritenere che la soluzione arriverà entro la prossima settimana.

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