"Io non esulto per la vittoria di un uomo di destra: esulto perché ha vinto una forza politica che difende lo Stato di diritto, l'idea di una democrazia liberale e la libertà di stampa. Una forza che ha denunciato con fermezza la corruzione di Orbán e del suo governo, che - come sappiamo - non ha instaurato un regime nel senso di aver cancellato le elezioni, ma ha più volte violato lo Stato di diritto e i diritti delle persone, ha cercato di perseguitare le minoranze, ha fatto incarcerare molti oppositori politici e ha tentato di esercitare un forte controllo sulla magistratura": Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, lo ha detto ai microfoni di Rainews24 commentando la vittoria in Ungheria di Peter Magyar contro il premier uscente Viktor Orban.
A Tisza - il partito di centrodestra di cui Magyar è leader - sono stati assegnati 138 dei 199 seggi a disposizione nel Parlamento ungherese, mentre Fidesz - la creatura politica di estrema destra guidata dal capo del governo uscente - si è fernata a 55 seggi.
La Piccolotti, poi, ha aggiunto che "la sconfitta di Orbán in Ungheria è anche la sconfitta di una corruzione che si è resa evidente agli occhi dei cittadini ungheresi e che anche i cittadini europei hanno imparato a conoscere". E a seguire un inevitabile attacco anche al governo italiano: "Siamo quindi contenti perché, finalmente, l'internazionale nera e il suo progetto di riduzione degli spazi democratici hanno perso: ha perso Orbán, certo, ma hanno perso anche i suoi alleati che - ricordiamolo - vanno da Trump a Putin, passando per Giorgia Meloni e intercettando tutta la filiera della destra estremista. Siamo contenti perché siamo contenti per l'Europa e per il suo progetto democratico". Ricordiamo, però: nessuna esultanza "per la vittoria di un uomo di destra".