"Sono un vecchio socialista, ma valuterò se rifare la tessera dell’Anpi, dove ero entrato nel 2016, quando era presidente Roberto Cenati, che aveva un modello inclusivo, plurale e grande cura per far considerare il 25 Aprile una festa di tutti, oltre che una grande attenzione ai temi dell’antisemitismo e per tenere dentro la comunità ebraica".
Luciano Belli Paci, avvocato, figlio della senatrice a vita Liliana Segre, intervistato da Repubblica mostra la sua amarezza dopo il corteo di sabato, al quale aveva tentato di partecipare con l’associazione 'Sinistra per Israele', di cui è uno dei fondatori e dirigenti.
A chi gli chiede se crede che l’Associazione nazionale partigiani abbia organizzato le proteste contro lo spezzone, risponde netto: "Questo non lo credo affatto. Pagliarulo e Minelli hanno ragione a indignarsi quando il presidente della Comunità ebraica Meghnagi dice, calcando la mano, che loro sono antisemiti. Questo è un giudizio gravemente sbagliato. Ma francamente non avere la solidarietà dall'Anpi per quello che è successo, mi sembra grave".
Quanto al presidente Anpi, Belli Paci aggiunge: "Non posso accettare che dica che si è bloccata la manifestazione per colpa nostra che ci saremmo messi alla testa del corteo". Poi racconta quanto successo alla manifestazione: "C’è stato un gruppo di squadristi dei Carc che ha programmato da tempo e organizzato in modo militare di impedire la partecipazione democratica di uno spezzone a una manifestazione per l’anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo. Alla fine mia madre mi ha cercato preoccupata per la mia incolumità. E la stessa preoccupazione è stata anche la mia in quelle due ore in cui siamo stati bloccati dalla folla".