Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato in un'intervista al quotidiano Avvenire la propria indignazione per quanto mostrato dal ministro israeliano Ben-Gvir, rappresentando che per l'Italia "è stata superata una linea rossa".
"Sono indignato. Israele ha il diritto di difendersi, ma non ha il diritto di umiliare prigionieri, persone inermi che non hanno compiuto atti di violenza", ha dichiarato Tajani, sostenendo che "una cosa è mantenere un blocco navale, un'altra ben diversa è mettere in discussione la dignità e la sicurezza delle persone". Il riferimento è agli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati in acque internazionali dalla Marina israeliana, portati nel porto di Ashod, ammanettati, costretti a restare in manette e in ginocchio con la testa sul pavimento e dileggiati dal ministro. Un atteggiamento, con tanto di video condiviso da Ben Gvir sui social, stigmatizzato duramente già mercoledì dal Quirinale e da Palazzo Chigi.
"Mi dispiace soprattutto per il popolo israeliano, che non merita un ministro come Ben-Gvir. L'Italia comunque chiede conto di quanto accaduto al Governo israeliano", ha sottolineato Tajani. "Per noi però è stata superata una 'linea rossa'", ha evidenziato Tajani. "Credo che si debba far capire con la massima chiarezza ai nostri interlocutori israeliani che episodi come questo accentuano l'isolamento di Israele anche nei confronti dei Paesi più amici. Valuteremo il nostro atteggiamento politico. Valuteremo cosa fare anche in Europa", ha affermato Tajani.
In merito alle prossime elezioni in Israele, Tajani afferma che "Ciò che penso e mi auguro è che il prossimo Governo israeliano, qualunque sia, venga più incontro di quanto è avvenuto nel passato recente alle necessità di evitare abusi, provocazioni, violenze contro la popolazione civile palestinese a Gaza o in Cisgiordania, compresi i cristiani, che in Medio Oriente sono una voce di pace".