Riformisti in rivolta. Dopo l’addio al Pd di Marianna Madia, il clima che si respira all'interno del partito è quello di un fuggi fuggi generale. Occhi dunque puntati su Pina Picierno e Giorgio Gori, i più riottosi del gruppo, dati ormai a un passo dallo strappo definitivo. Elly Schlein punta a sostituire la vicepresidente dell’Eurocamera con Nicola Zingaretti, mentre a Roma l’area Delrio starebbe addirittura valutando la scissione.
In ogni caso il fronte più caldo è senza dubbio Bruxelles. Picierno, vicepresidente uscente dell’Eurocamera e convinta sostenitrice della linea atlantista pro-Kiev, ha recentemente affidato ai social una riflessione su Altiero Spinelli che sa tanto di metafora personale: un elogio del dissenso e della "solitudine" politica. Lo strappo definitivo potrebbe consumarsi a fine anno, quando si rinnoveranno le cariche istituzionali del Parlamento europeo. La segretaria dem sembrerebbe intenzionata a silurare la Picierno per fare spazio a Zingaretti. Una mossa che porterebbe l’eurodeputata (e con lei Gori) verso l’addio formale.
Per non parlare poi dell'area capitanata da Graziano Delrio. A Roma oltre trenta parlamentari hanno raggiunto il limite dei tre mandati e, con l’attuale legge elettorale, le liste saranno blindate dai fedelissimi della Schlein. Molto dipenderà anche dalle riforme istituzionali: se il centrodestra dovesse virare verso un sistema che premi la riconoscibilità dei singoli candidati (come il modello dei collegi uninominali), per i riformisti dem si aprirebbero nuove libertà fuori dal partito. Insomma, a quel punto le Picierno e i Gori di turno potrebbero seriamente pensare di scaricare Schlein.