Continuano a far discutere le grottesche dichiarazioni rilasciate da Ilaria Salis contro la Festa del 2 giugno. L'europarlamentare di Avs, in un post sui social, ha sostenuto che la parata militare ai Fori Imperiali in occasione della Festa della Repubblica debba essere abolita. In un periodo segnato da "riarmo, militarismo e guerre sempre più vicine", servirebbe "abolire la parata militare del 2 giugno" e restituire alla Festa della Repubblica il suo "originario carattere civile, popolare e democratico", ha scritto.
Le parole di Salis, non solo hanno suscitato l'indignazione di Meloni, ma hanno messo in imbarazzo persino il leader di Avs, Angelo Bonelli, che se ne è prontamente discostato: "Non sono d'accordo. Non è la posizione del partito".
Ora, anche Corrado Augias si è schierato contro il finto pacifismo della sinistra, accusandola di aver lasciato in mano alla destra troppi temi sui quali invece sarebbe necessario porre l'attenzione. "Vero - ha detto lo scrittore - che la parata comprendeva reparti delle varie armi, droni di ultima generazione, mezzi atti ad offendere. Se vogliamo assicurare la difesa del territorio è necessario che le armi ci siano, tanto più in un momento in cui lo scudo americano ha ridotto la sua portata e la vecchia Europa deve fare un po’ da sola. Chi l’ha vista davvero la parata ha però potuto constatare che accanto ai reparti militari, c’erano sindaci, Croce rossa e crocerossine, vigili del fuoco, cani addestrati alla ricerca sotto le macerie, volontari della protezione civile, veterani e invalidi, i fanti nelle vecchie uniformi del '15-'18, quei corpi di forte radicamento popolare che sono gli alpini soprattutto nelle regioni settentrionali e i bersaglieri a Roma".
"Quelle che sfilavano - ricorda Augias a Salis - erano le varie articolazioni di un paese che interviene nelle zone di guerra con compiti di mantenimento delle tante effimere tregue, uomini e donne che si prodigano in patria quando una sciagura, un'alluvione, un terremoto mette a repentaglio vite e beni. La posizione dell'eurodeputata Salis si spiega solo in base a una collocazione ideologica… immagino che nel ribadire il suo rifiuto, l'onorevole Salis si sia sentita investita da quella purità di sinistra che non riguarda solo la parata del 2 giugno".
E ancora: "Dopo il crollo del fascismo e la riconquistata democrazia, la sinistra italiana, compresa quella democratica, ha permesso che troppi temi diventassero un monopolio della destra. L’amor di patria, il valore militare (Cefalonia, El Alamein), i profughi istriani, le vittime delle foibe. C’è voluta l’energica azione del presidente Ciampi perché si cominciasse a porre rimedio ad alcuni di questi errori. Si è trattato in ogni caso di errori gravi perché esiste nel paese un sentimento di appartenenza che la destra, in particolare quella neofascista, declina in termini di sovranismo nazionalista e che presenta invece aspetti perfettamente compatibili con una visione democratica e repubblicana. Se ne resero conto i padri e le madri costituenti nel 1947, a pochi mesi dalla caduta del fascismo, a tanto maggior ragione dovremmo esserne consapevoli noi, ottant’anni dopo…"