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I sondaggisti e il dibattito sul nuovo ruolo del doge: "Può dare un 2% alla Lega", "ma ci metta la faccia"

di Alessandro Gonzato sabato 6 giugno 2026

3' di lettura

Quanto inciderebbe Luca Zaia nel ruolo di vicesegretario della Lega? «Anche due punti percentuali», dice a Libero Antonio Noto, fondatore e direttore di Noto Sondaggi, ma ci tiene a sottolineare un aspetto, «è fondamentale»: «Questa crescita, di qui alle prossime elezioni politiche, potrebbe esserci con Zaia in versione co -segretario, non semplicemente come un vice inserito nell’organigramma. Dipende se avrà voglia e potrà mettere la faccia su certi temi». Noto analizza anche le potenziali insidie per la Lega: «È vero che Zaia in Veneto ha un grandissimo consenso personale, lo ha confermato alle ultime regionali», in cui l’ex governatore ha stabilito il record di preferenze, 203mila, «però oggi il partito ha un bacino elettorale pure al centro -Sud, e lì Zaia potrebbe essere visto da qualcuno come l’uomo del referendum per l’autonomia. Comunque se l’operazione riesce porta un valore aggiunto, non c’è dubbio».

Noto immagina un ulteriore scenario: «Una cabina di regia sui territori, dunque non solo limitata a Zaia ma aperta ad altri governatori o sindaci, potrebbe essere ancora più incisiva». Ma a chi sottrarrebbe voti “il doge”? Le opinioni di Livio Gigliuto e Lorenzo Pregliasco divergono. Per il presidente dell’Istituto Piepoli «soprattutto a Fratelli d’Italia, che a Nordest negli ultimi anni ha intercettato il voto di molti elettori leghisti». Secondo il direttore di Youtrend, invece, l’ex governatore del Veneto «oltre a intercettare una quota di astenuti»- questo lo pensa anche Gigliuto, e ci torniamo subito - «può pescare da Forza Italia, dal mondo moderato, dagli imprenditori e dal settore produttivo».

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TIVÙ E DIBATTITI
Gigliuto sta preparando a sua volta una stima su quanto può valere percentualmente la Lega con Zaia come vice, e intanto spiega: «Quando l’ho testato aveva il 40% di fiducia personale, un dato molto alto. Inoltre ha una componente di trasversalità, lo apprezza perfino una parte di elettorato di centrosinistra, quindi teoricamente potrebbe attivare flussi elettorali anche da lì, ma attenzione...». Il presidente dell’Istituto Piepoli entra nel dettaglio dell’operazione: «Se sarà una specie di ticket Salvini-Zaia, capace di dividersi gli spazi nei talk show e nei confronti a seconda dei temi, allora la novità farà davvero presa tra la gente, verrebbe percepita come un cambiamento reale e non di facciata, “di plastica”. Viceversa può spostare poco nell’opinione pubblica. In ogni caso riposizionare un partito è un’operazione che richiede tempo, non è una cosa che si fa da una settimana all’altra».

Pregliasco concorda sull’eventuale ruolo di Zaia: «Può essere nuova benzina per la Lega, dare una prospettiva diversa, ma attenzione che vicesegretario non significa segretario, non cambia così tanto a livello di opinione pubblica, è centrale capire che margine di manovra avrà. Di certo può portare l’immagine di una Lega che sa amministrare i territori e può incidere su alcune parole d’ordine come “tasse” e “burocrazia”, temi storici in Veneto». Pregliasco allarga il ragionamento: «La figura di Zaia potrebbe diventare interessante anche se porterà un’impostazione diversa nel rapporto del partito con Trump, più pragmatica e meno ideologica».

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IL GENERALE
Capitolo Vannacci. «In quattro mesi», spiega Pregliasco, «ha dimezzato lo scarto con la Lega, da 5 punti a 2 e mezzo. Certo, non possiamo sapere se questa tendenza continuerà né per quanto, ma fino a questo momento Lega e Futuro Nazionale sono vasi comunicanti, se cresce uno cala l’altro, i flussi dicono questo». Gigliuto parte dalle Europee del 2024: «Tirando dentro Vannacci, Salvini ha vinto la scommessa, è stato coraggioso perché l’esito non era per nulla scontato. Quando Vanncci ha fondato il suo partito si è subito portato via i propri elettori, circa il 2,5% del 9% totale preso dalla Lega due anni fa. Adesso Vannacci continua a crescere, nell’ultima settimana è salito di un punto e la Lega è scesa di mezzo. La Lega però potrebbe risalire, da qui alle Politiche possono succedere tante cose. Salvini, e pure questo non era facile, è riuscito a trasformare un partito territoriale in uno nazionale, ma adesso con Vannacci è diventata una sfida partito nazionale contro partito nazionale, e i due elettorati sono molto simili». Sull’operazione Vannacci-Europee Noto concorda: «La Lega non ha perso elettori per quella candidatura. Se prendiamo in esame le Europee precedenti era al 34%, dunque il calo si trascinava da tempo. Adesso vediamo quest’operazione Zaia».

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