I sondaggi stanno sancendo l'ascesa di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. Il generale viene dato tra il 4 e il 5%, posizionandosi alla guida dei cosiddetti partiti "minori", davanti a Carlo Calenda e Matteo Renzi. Ma, stando a quanto osservato da alcuni analisti sul Foglio, questi numeri nasconderebbero un errore alla radice. Al campione sondato, infatti, non è stato chiesto in modo esplicito se voterebbero Vannacci anche se restasse fuori dalla coalizione di centrodestra. "E’ così, ma non è colpa dei sondaggisti. Un limite del contesto", ha ammesso Carlo Buttaroni, presidente dell’istituto di ricerca Tecnè. “Far parte di una coalizione o starne fuori cambia notevolmente l’atteggiamento degli elettori. Tuttavia, in questo momento non ci sono delle coalizioni con dei perimetri definiti. Non si possono fare tutti i possibili scenari”, ha aggiunto.
“Non possiamo sapere se Vannacci sarà fuori o dentro la coalizione, come non sappiamo se ci entrerà Azione - ha spiegato ancroa Buttaroni -. E vale anche per il centrosinistra: il leader sarà Schlein o Conte? Si potrebbe creare un’aggregazione di centro?. Ci sono così tanti possibili scenari costruibili da qui alle prossime settimane – ha proseguito Buttaroni – che dal punto di vista editoriale sarebbe difficile rimisurarle tutte le volte. Sarebbe un lavoro oneroso e inutile".
Al contrario, se Vannacci dovesse decidere di presentarsi da solo, correrebbe seri rischi. Anche i suoi più strenui seguaci potrebbe puntare sul cosiddetto voto utile, scegliendo i partit del centrodestra. "C’è certamente la possibilità del voto utile - ha sottolineato Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli - a decisione di farlo entrare o meno in coalizione può essere determinante. Ed è la stessa legge elettorale, se ci sarà, a spingere ancora di più a votare per uno solo dei due poli, e quindi mettere in difficoltà Vannacci. Se Futuro Nazionale fosse testato dal campione come elemento di destra fuori dalla coalizione, il livello di consenso raccolto sarebbe probabilmente inferiore, è più corretto lasciare alla sensibilità dell’intervistato la collocazione naturale del partito, almeno finché non ci sarà una chiarezza sulle composizioni".