Giorgia Meloni "va difesa. Punto". Chissà se qualcuno a sinistra leggerà l'intervista di Lucia Annunziata sul Foglio. La giornalista ed europarlamentare eletta con il Pd da indipendente nel 2024 si conferma una mosca bianca nel mondo progressista nostrano, dove il nemico del nemico diventa sempre, magicamente, un amico e compagno di lotta.
Così è stato anche con Donald Trump, demonizzato fino a pochi giorni fa e quasi "assolto" dopo i durissimi, ripetuti attacchi alla premier e all'Italia. A far rumore, il silenzio delle sedicenti femministe che salvo rare eccezioni non hanno speso una parola per difendere Meloni. "Qualunque donna, persino una donna Maga, inorridisce davanti a Trump", sottolinea Annunziata, secondo la quale il "bullismo" del presidente degli Stati Uniti è "inaccettabile", innanzitutto perché "le sue parole si rivolgono a una donna. E sono le parole tipiche di certi uomini, volte a sminuire l'altro sesso" e poi perché "segnalano il livello di deterioramento mentale di Trump".
Ecco perché secondo Annunziata la premier va difesa "dall'Italia". "Detto questo, c'è un tema di politica estera. E i suoi insulti da bullo ne sono la spia - avverte l'europarlamentare -. Il deterioramento del presidente degli Stati Uniti si vede sull'Iran, per esempio. Trump cambia idea ogni mezzora fino a drammatizzare gli errori dei suoi".
Sul vice J.D. Vance, che tanti indicano come papabile successore del presidente alla Casa Bianca, Annunziata non ha dubbi. "Penso si sia rovinato adulando Trump. Il quale si convince, lo sappiamo, solo con l'adulazione. Da vicepresidente, ha perso il suo smalto di imprevedibilità. Ma il mondo Maga è vario".
La missione di Meloni da "pontiera" tra Unione europea e Usa "non è mai cominciata", taglia corto la giornalista, perché "era un'idea poco credibile. Non si sarebbe realizzata neppure se Trump le avesse mandato un bouquet. Era, ed è, un'idea che ha una lunga storia. Da Andreotti a Moro sino all'ombrello della Nato di Berlinguer. Ma quelle di Meloni restano velleità. L'Italia, del resto, è tagliata fuori dall'Europa. E Trump è inchiodato alle sue questioni".
Per Annunziata "Meloni, in Europa, non ha avuto appoggi sufficienti. Non la voglio difendere su questo, ma non c'è dubbio che Merz e Macron non siano stati granché disponibili. Vede, è tutta la politica che è meschina". Quanto al campo largo "non si è comportato male - conclude -. Certo ci sono stati accenti più radicali. Silenzio o magari solidarietà a labbra strette. Ma io temevo il buco nella rete, con le volpi nel pollaio. E non c'è stato. Detto questo, per me andava difesa e basta perché non si balla sul corpo degli avversari".