Si avvicinano le elezioni per il rinnovo del sindaco e a Milano cresce l’attesa per la proclamazione dei due sfidanti. Sia nel centrodestra che nel centrosinistra le idee appaiono poche e soprattutto confuse. Tra papabili di questo o quel partito, autonominati e perdi tempo ogni giorno spunta un nome. Mal contati siamo a più o meno nove papabili per schieramento, a questo punto conviene aspettare ancora una settimana per arrivare a undici e farla fuori invece che nelle urne in una partita a calcio, ovviamente a San Siro il cui futuro sarà uno dei temi caldi per la futura maggioranza. Data l’età e lo stato di forma dei giocatori sarebbe uno spettacolo assai divertente, degna e coerente conclusione del pre partita che è in corso.
Già, perché i milanesi stanno assistendo allibiti al toto-candidati di queste settimane: un ex senatore del Pd, Carlo Cottarelli, e un ex senatore alleato del Pd nonché persecutore di Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro, corteggiati dalla destra; il figlio (Mario) di uno dei simboli della destra milanese, il commissario Luigi Calabresi trucidato a Milano nel 1972 da quelli di Lotta Continua, aspirante sindaco della sinistra che ha in odio i questurini e non disdegna quei tempi rivoluzionari. Siamo in attesa che il generale Vannacci proponga un trans o un immigrato di colore, e il cattolico centrista Maurizio Lupi (a sua volta candidato) un musulmano integralista perché la commedia degli assurdi possa andare in scena, ovviamente al Teatro della Scala (perfetta, certamente meno noiosa della Traviata, per la Prima di Sant’Ambrogio). Detto che c’è pure chi sogna ad occhi aperti la “discesa in campetto” di Marina Berlusconi (a Sinner ancora nessuno ci ha pensato ma perché escluderlo, Milano è a poco più di un’ora di elicottero da Montecarlo), io confesso che un candidato buono ce l’avrei. Si chiama Guido Guidesi, leghista della prima ora, cinquant’anni, bella presenza, persona per bene, iper competente.
Sintesi del suo curriculum: già amministratore locale, deputato, sottosegretario nel governo Conte -Salvini, oggi stimato e apprezzato assessore allo Sviluppo della Regione Lombardia, federalista e liberale, innamorato del suo lavoro e della sua terra. Ma che stupido sono a candidare una persona giusta, di area e coerente?