Vabbè, allora vale tutto. Donald Trump estrae il cartellino rosso nei confronti di Giorgia Meloni («Serve un ordine restrittivo») per non incrociarla nel vertice Nato di oggi in Turchia e fa annullare d’imperio il cartellino rosso costato l’espulsione, e la squalifica, al bomber Folarin Balogun della nazionale Usa impegnata nella notte contro il Belgio per gli ottavi del mondiale («Sì, ho parlato io con Infantino, il fallo non c’era e l’arbitro è sospetto»).
L’unica differenza tra i due casi è che Infantino, presidente del calcio mondiale, ha eseguito senza fiatare l’ordine esecutivo presidenziale mentre la nostra premier non si è fatta intimidire e va dritta per la sua strada. Quando si parla di ordine mondiale, che si tratti di Nato o di football, l’approccio di Trump non cambia: si fa come dico io, le regole sono le mie anche se il più delle volte non sa di cosa parla.
Che l’Italia abbia una Costituzione in base alla quale non può essere il Presidente del Consiglio ad autorizzare l’uso per fini bellici delle basi militari Usa dislocate sul nostro territorio (serve il via libera del Parlamento), che il calcio si sia dato delle regole per cui un giocatore espulso minimo deve saltare la partita successiva sono cose che a lui non interessano più di tanto: anzi, proprio non è interessato né alla prima cosa né alla seconda, tantomeno si sforza di studiare.
È vero che se rispetti tutte le regole ti perdi il divertimento, ma è anche vero (lo diceva il Dalai Lama, uomo saggio) che «bisogna conoscere bene le regole in modo da infrangerle nel modo giusto». Se Donald Trump non è riuscito a vincere la sua guerra contro l’Iran – certo non è finita nel modo da lui promesso – se ne deve fare una ragione senza addossare colpe ad altri e a Giorgia Meloni tantomeno; se pensa di riscattarsi (e distrarre i suoi) facendo vincere all’America i Mondiali di calcio costi quel che costi precipita dal ridicolo al patetico. Più che il presidente del più importante Paese del mondo, Trump sembra un uomo nel pallone, per di più un pallone sgonfiato.