La sua colpa? Difendere il gioielliere che ha sparato ai ladri. Andrea Fossati, capogruppo del Pd di Piacenza, si trova nel mirino di Alleanza Verdi e Sinistra italiana per aver sostenuto la battaglia di Mario Roggero, l'uomo condannato per aver sparato e ucciso i rapinatori: "Difenderlo non significa essere per il far west. A sinistra non dobbiamo aver paura di difendere i commercianti impauriti", sono state le sue parole. Apriti cielo.
"La notizia che il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale a Piacenza, Andrea Fossati, abbia pubblicamente scelto di schierarsi con Mario Roggero - condannato in appello a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio di due rapinatori, in una sentenza che ha esplicitamente escluso i presupposti della legittima difesa - non può essere derubricata a episodio isolato o a scivolone comunicativo. È il sintomo di una deriva politica che va affrontata apertamente, senza reticenze e senza imbarazzo", commentano Vanda Campregher e Riccardo Bassi, entrambi portavoce di Europa Verde Piacenza.
E ancora, rincarano la dose da Europa Verde: "Il Partito Democratico piacentino attraversa da tempo una crisi di consensi evidente, fatta di flessione elettorale, disaffezione militante e difficoltà a intercettare un elettorato che un tempo gli era naturalmente affine. Di fronte a questa crisi, la tentazione - a Piacenza come altrove - è quella di rincorrere la destra sul suo terreno preferito: sicurezza spettacolarizzata, giustizia sommaria, retorica dell'uomo solo che si difende da sé contro uno Stato percepito come assente. È una scorciatoia comprensibile nella sua logica elettorale di breve periodo, ma è anche la strada più sicura verso l'irrilevanza politica: un elettorato che cerca la destra voterà sempre la destra originale, non la sua imitazione a sinistra".
Da qui la richiesta: "Chiediamo pertanto al Partito Democratico di Piacenza di prendere pubblicamente e senza ambiguità le distanze da queste dichiarazioni, e di assumere i provvedimenti che riterrà più opportuni nei confronti di chi le ha espresse a nome del partito. Il silenzio, in casi come questo, equivale a un'adesione implicita".