Il bis (forse) è servito. Dopo l'annullamento della manifestazione di Padova, stando a quanto filtra dagli ambienti del Nazareno, il campo largo ora rischia di far saltare anche il comizio "di riserva" a Roma, in programma per la prossima settimana. Al momento non c'è nulla di certo, ma se queste voci dovessero trovare conferme, si dovrà iniziare a parlare dell'evento di Napoli come di una e vera propria Caporetto. Sì, perché dopo il comizio nel capoluogo campano - durante il quale Pd, M5S e Avs sono stati contestati da Potere al Popolo e dai disoccupati del 'movimento 7 Novembre' - al centrosinistra non ne è più andata bene una.
Il flop napoletano avrebbe fatto innervosire i dirigenti locali del Pd, che da tempo avevano avvisato la segreteria nazionale sugli eventuali rischi di organizzare l'evento nel capoluogo. Dove, da tempo, si respira un clima teso e il rischio di contestazioni era piuttosto elevato. Elly Schlein, dal canto suo, se la sarebbe presa con Marco Sarracino, responsabile Organizzazione del Pd e deputato campano, che avrebbe dovuto garantire la buona riuscita dell'iniziativa.
Successivamente è arrivata la già citata cancellazione della manifestazione di Padova. E poi, ancora, il campo largo è andato in crisi sulla politica estera e sulla riforma elettorale. Le parole di Giuseppe Conte sulla guerra in Ucraina e sulla Russia (secondo il segretario del M5S, la Federazione guidata da Putin non è una minaccia per l'Europa) hanno segnato una importante rottura con le posizioni di Pd e Avs, indebolendo ulteriormente le già fragili gambe sulle quali poggia la coalizione di centrosinistra, mentre all'interno del Pd è scoppiato lo scontro sulla legge elettorale. A irritare molti parlamentari dem, sarebbe stata la decisione di Chiara Gribaudo, stretta collaboratrice della segreteria, di aderire all’iniziativa trasversale contro il ritorno delle preferenze. Insomma, un disastro dopo l'altro, a cui ora si aggiunge anche il possibile annullamento del comizio di Roma.