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Legge elettorale: indice e pollice, cos'è successo davvero durante il voto

mercoledì 15 luglio 2026

3' di lettura

Il voto sull'emendamento di Fratelli d'Italia sulle preferenze della legge elettorale è stato accompagnato da un assetto quasi militare: controlli a uomo, l'invito a votare inserendo nella buca con la pulsantiera il solo dito indice e non l'intera mano per poter mostrare con maggiore chiarezza il proprio sì. In quel modo, infatti, diventano "irraggiungibili" i tasti del "no" e della "astensione". Tutto inutile: il governo è andato sotto, per la gioia (sguaiata) delle opposizioni e la rabbia della premier Giorgia Meloni.

In aula alla Camera in quei minuti è successo di tutto. Dito puntato sui 31 franchi tiratori della maggioranza. In primis, le donne di Lega e Forza Italia. Sospetti anche sui deputati vannacciani. Che per allontanare le ombre, hanno deciso di girare un video del loro voto. Apriti cielo: "Si apra una istruttoria da parte del consiglio di presidenza per individuare gli autori di una grave violazione del regolamento e un insulto a questa aula, non è goliardia, a chi dovevano dimostrare come votavano, qui siamo a livello del voto di scambio. Non è accettabile quello che è avvenuto, chiediamo un pronto intervento del presidente della Camera Fontana. Qui siamo nel parlamento della Repubblica e queste cose sono da Repubblica delle Banane", è l'accusa del dem Federico Fornaro.

Nel frattempo, si era già attivato Francesco Lollobrigida. Il ministro dell'Agricoltura e big di FdI era partito a caccia dei franchi tiratori: "Vado a cercarli". Poi con i giornalisti ha spiegato: "Non la vedo come una cosa di gruppi organizzati in maniera militare, io penso che sia più una cosa puntiforme". Sulle eventuali conseguenze sulla tenuta della maggioranza "lo vedremo quando sarà il momento".

Anche Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI, fa il punto della situazione: "Non mi permetto di mettere il naso in casa altrui. Se ci fosse una non convinzione di affidabilità non avremmo chiesto di proseguire. Ho visto alcuni colleghi di maggioranza che hanno scelto di votare in maniera diversa, alcuni in maniera plateale altri nel segreto del voto. Alcuni che abbiamo visto in maniera plateale fatevi dare l'elenco di chi c'era prima, di chi c'era dopo e di chi c'era in mezzo. Io non faccio nomi. La maggioranza sui voti segreti precedenti c'era, ricordiamo che il voto segreto la maggioranza non può evitarlo. Abbiamo proprio materialmente visto alcuni colleghi che ostentatamente non hanno votato". "Abbiamo 5 assenti, direi - ha poi spiegato - quasi tutti del governo tolto Tremonti. Non credo che al gruppo Fratelli d'Italia si possa imputare qualcosa, delle assenze come la Roccella, che sapete, Cirielli che stava atterrando, la presidente del Consiglio che non era previsto venisse, Rampelli che presiedeva... diciamo oggettivamente che noi eravamo lì. FdI credo di poter mettere la mano sul fuoco forse anche tutte e due, che ha votato come si era impegnata a fare cioè a favore delle preferenze. Per noi era importante. Ci siamo presi la responsabilità di portarlo al voto, perché è un impegno che abbiamo preso con gli elettori. Altri che dicono che vogliono le preferenze manco hanno presentato un emendamento, altri che dicono che le vogliono hanno chiesto il voto segreto, noi diciamo che le vogliamo abbiamo portato l'emendamento, chiesto di portarlo al voto in chiaro e lo abbiamo votato. Gli italiani si faranno una opinione su chi è che non gli consente di indicare i propri parlamentari sulla scheda. Abbiamo sentito alcuni celebrare le preferenze e poi votare contro, dov'è la coerenza?". 

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