Sono ore di riflessioni profonde a Palazzo Chigi. Come riporta il Corriere della Sera, Giorgia Meloni starebbe valutando se ripresentare, o meno, al Senato l'emendamento che è stato bocciato alla Camera a causa del voto contrario di alcuni membri della maggioranza, i cosiddetti franchi tiratori. All'intero di Fratelli d'Italia i pareri sono contrastanti: i dubbi non mancano, ma al momento, si legge sul quotidiano milanese, è "più sì che no".
Il primo a spingere per riproporre l'emendamento a Palazzo Madama è Ignazio La Russa. L'idea del presidente del Senato è quella di andare incontro alle "franche tiratrici" per evitare una nuova, clamorosa, bocciatura. Insomma, tutto ruota sulla riformulazione delle norme sull'alternanza di genere con un equilibrio tra i due sessi per i posti bloccati da capolista. Oppure sulla possibilità di introdurre l'alternanza di genere subito dopo il capolista e non dal terzo posto in poi, come era previsto nel testo bocciato alla Camera.
Al centro delle valutazioni di Meloni c'è anche la questione delle tempistiche. In caso di reintroduzione e approvazione dell'emendamento, considerando anche la pausa estiva, il sì al Senato arriverebbe dopo metà settembre. A quel punto il testo dovrà passare di nuovo alla Camera e l'avallo definitivo arriverebbe non prima di ottobre. Senza dimenticare che a Montecitorio i franchi tiratori potrebbero tornare in azione.
Da tenere in considerazione, poi, c'è naturalmente la posizione degli alleati di Meloni. Salvini e Lupi si sono detti favorevoli per riproporre l'emendamento anche a Palazzo Madama; Forza Italia, invece, non ha ancora deciso e tra le fila del partito di Tajani sono in molti a spingere per il no. È vero però che, in Senato, l'emendamento passerebbe anche senza la presenza di FI in Aula e il sì di tutti gli altri componenti della maggioranza. Le riflessioni continuano.