La mappa è in continua evoluzione. E per il Pd la “questione Campania” sta diventando un grosso grattacapo. Laddove per “questione” si intende la sfilza degli scioglimenti dei Comuni «a guida Pd o a trazione Pd», come dice l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, ora capo dell’opposizione in consiglio regionale, per le infiltrazioni della criminalità organizzata.
Proprio Sangiuliano questa settimana, insieme agli altri esponenti del centrodestra locale, ha pubblicamente denunciato la doppia morale della sinistra in questa storia. Ovvero «fare dell’antimafia una bandiera» a livello nazionale «e poi chiudere gli occhi davanti a ciò che accade in Campania». Dove in poco tempo sono state sciolte quattro amministrazioni Castellammare di Stabia (60mila abitanti); Torre Annunziata (50mila); Pagani (35mila); Sarno (31mila). Alcune per la seconda volta in quattro anni (Castellammare e Torre Annunziata). Non bastasse tutto questo, ad Ercolano, Portici e San Giuseppe Vesuviano (già sciolto nel 2022) alcuni consiglieri comunali e amministratori sono stati “pizzicati” in circostanze, diciamo, sconvenienti.
FESTE NEL MIRINO
Il primo caso è stato sollevato da NapoliToday, che ha diffuso in video che ritrae alcuni esponenti dem - i consiglieri Marco Cozzolino e Nancy Scognamiglio - a una cena di festeggiamento elettorale insieme a quello che i quotidiani locali hanno definito «un pregiudicato per narcotraffico», ovvero Natale Suarino, che poi lo stesso Pd locale ha ammesso in un comunicato essere «un uomo legato al clan camorristico Suarino». Occasione conviviale nella quale compare anche il fratello di Cozzolino, Antonello, segretario del partito cittadino. Risultato: sezione del Pd commissariata, consiglieri e segretario cittadino autosospesi dal partito e maggioranza fresca di vittoria elettorale già sulla graticola.
Per quanto riguarda Portici, il senatore Sergio Rastrelli (Fratelli d’Italia), segretario della Commissione parlamentare antimafia, ha chiesto di «fare piena luce», e «con urgenza», sul vicesindaco, Ciro Di Martino, in relazione ad «alcune informazioni relative ai rapporti personali intercorrenti tra il neo vicesindaco e soggetti che, in passato, sono stati coinvolti, anche per legami con clan camorristici, in vicende giudiziarie». E poi c’è San Giuseppe Vesuviano, dove stavolta ad andare all’attacco è stato Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania. Nel mirino c’è Antonio Borriello, anche lui vicesindaco, di cui un parente avrebbe organizzato una festa alla quale «avrebbero partecipato», insieme ad esponenti dell’amministrazione comunale, anche «persone legate ad ambienti della criminalità organizzata». Da qui la richiesta dell’invio di una commissione d’accesso.
IL CASO VICINANZA
Il caso che probabilmente imbarazza di più il Nazareno, però, è quello di Castellammare. E non solo per il secondo scioglimento consecutivo in appena quattro anni per “condizionamenti della criminalità organizzata”. Sullo sfondo c’è una lotta intestina tra i dem che ha visto l’ormai ex sindaco, Luigi Vicinanza - ex direttore dell’Espresso - tirare in ballo, a proposito delle liste incriminate, sia il segretario regionale del partito, Piero De Luca, sia la stessa segreteria nazionale. «Ha detto che le liste elettorali erano state controfirmate», ricorda Sangiuliano. Come dire: il problema adesso è nazionale ed Elly Schlein non può fare finta di niente. «Quando la penetrazione avviene in maniera così diffusa, capillare, interessando città così grandi, significa che c’è un sistema. E le mafie vanno verso chi ha il potere». Ieri Sandro Ruotolo, europarlamentare dem, ha provato a ribattere: «Solita propaganda. Le infiltrazioni mafiose non hanno colore politico». Secca la risposta dell’ex deputato socialista Felice Iossa, presidente di Socialismo oggi: «Ruotolo non ha preso un voto e ha distrutto il Pd. È una vergogna».
Rastrelli, nel corso della conferenza stampa nella quale il centrodestra ha denunciato la “questione campana” del Pd, ha stimato in oltre il 10% dei Comuni regionali i territori a rischio scioglimento per infiltrazioni, «una percentuale assolutamente al di fuori della media nazionale». Insomma, più passano i giorni, più si delinea quella che Marta Schifone, deputata campana di Fratelli d’Italia, definisce «la mappa della vergogna del Pd». Anche lei, come Sangiuliano, mette in fila le coincidenze: «Tre Comuni vesuviani distanti tra loro pochi chilometri, e che contano più di 150mila abitanti. Sei settimane. Un solo filo conduttore: amministrazioni di centrosinistra guidate dal Pd». Eppure Elly, di solito chiacchierona, tace. «Un silenzio assordante e inquietante».