"Le immagini del fermo e della morte di Abderrahim Fakir, ieri a Bologna, sono scioccanti": Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, interviene sul caso dell'uomo di 43 anni di origini marocchine morto ieri al quartiere Pilastro durante un controllo di polizia, intervenuta dopo le segnalazioni dei residenti. "La richiesta di aiuto dell'uomo ormai immobilizzato da due agenti sull'asfalto, i piedi legati quando ormai non si muove più, i sanitari del 118 che non intervengono. Come si sia arrivati a quel punto, lo stabiliranno le indagini in corso, ma una cosa è certa: non si può morire quando si è nelle mani dello Stato. Chiarezza va fatta prima possibile: per Fakir, per la famiglia di Fakir e per la tutela dello Stato di diritto".
Dietro questo modo di leggere la vicenda sembra ci sia una certa fretta di giungere a precise conclusioni. In realtà, bisogna comunque attendere l'esito delle indagini per ricostruire l'esatta dinamica della vicenda. Lo ha spiegato, in un'intervista al Secolo d'Italia, il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami: "Penso che la verità la vogliamo tutti. Sulla richiesta di giustizia bisogna essere chiari. Qualcuno vuol dire che è stata commessa una ingiustizia? E da chi? Dalle Forze dell'Ordine? Perché mi sembra che la sinistra voglia arrivare a dire questo ancor prima che venga accertato quanto avvenuto".
"Ieri ho sentito il Questore e gli ho chiesto una valutazione, per quanto possibile farlo, sull'intervento - ha proseguito Bignami -. L'ho chiesto anche a persone che sono sicuramente più preparate di me e mi hanno detto che da quanto si vede non si rilevano condotte improprie degli agenti. Nessuno voleva che una persona morisse, ma mi sembra che qualcuno voglia mettere sotto accusa le Forze dell'Ordine a prescindere. E questo non è accettabile". E ancora: "La sinistra è allergica alle Forze dell'Ordine. Lo sanno tutti. Ma sarà la magistratura a valutare se ci sono reati. Grazie a Fratelli d'Italia gli Agenti non verranno automaticamente iscritti nel registro degli indagati a seguito del famoso 'atto dovuto'".