"Ieri Bologna ha visto due piazze. Piazza Nettuno rappresenta Bologna. C'erano migliaia di persone che si sono incontrate pacificamente e spontaneamente, per esprimere la loro vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir. Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica”: così il sindaco Matteo Lepore si è smarcato dalle polemiche su quanto successo ieri, alla manifestazione organizzata per chiedere "verità e giustizia" per Abderrahim Fakir, il 43enne marocchino morto durante un controllo di polizia al Pilastro. Manifestazione presto degenerata in scontri tra attivisti e agenti, lanci di bombe carta e pietre, auto date alle fiamme e cassonetti divelti. Una vera guerriglia urbana che ha devastato il centro città e di cui il primo cittadino non si è assunto alcuna responsabilità. E il sindaco, dopo aver aizzato la piazza, insomma, prova a cavarsela così. Parlando di "due piazze".
Sulla stessa linea il segretario del Pd di Bologna, Enrico Di Stasi, secondo cui la città “ha vissuto un momento di grande partecipazione e vicinanza collettiva. Oltre 5.000 persone si sono strette pacificamente vicino alla famiglia di Abderrahim Fakir per chiedere verità e giustizia, e le parole pronunciate dalla nipote Yosra hanno interpretato al meglio la risposta civile e democratica della città alla tragedia accaduta al Pilastro”. Immancabili, poi, i ringraziamenti a Lepore per "avere unito la cittadinanza, al contrario della destra che vuole solo dividere, pretendendo di conoscere già gli esiti delle indagini in modo pregiudiziale”.
Un accenno agli scontri, per fortuna, c'è. Sono da “condannare senza nessuna attenuante - ha detto -. Alle Forze dell'ordine e ai feriti va il nostro sostegno. La violenza non aiuta certo, ma anzi ostacola, la ricerca di verità per Fakir, la cui famiglia si è giustamente dissociata da modalità che nulla hanno a che fare con la loro commovente compostezza e la ricerca di giustizia nel rispetto delle istituzioni”. Ora, non è possibile sapere se gli scontri ci sarebbero stati comunque, anche in assenza di una manifestazione organizzata dal Comune. Resta però il fatto che sia stato proprio il Comune a lanciare l'iniziativa, forse senza considerare bene come gestire eventuali disordini. Di questo ha parlato il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni: "Convocare la piazza senza la consapevolezza di poterla gestire in modo equilibrato è da irresponsabili".