Il bilancio dei disordini di ieri sera a Bologna "è un bollettino di guerra: sono 56 i poliziotti rimasti feriti perché colpiti da enormi pietre, bottiglie di vetro e bombe carta lanciate dai violenti gruppi di antagonisti e anarchici": a dirlo in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp, in riferimento alla manifestazione organizzata per chiedere "giustizia e verità" per Abderrahim Fakir, il 43enne marocchino morto domenica 19 luglio durante un intervento di polizia al Pilastro. "Nello specifico contiamo 15 agenti feriti del Reparto Mobile di Padova, 26 da quello di Firenze e 15 da quello di Bologna, con prognosi che arrivano fino a 15 giorni - ha proseguito Pianese -. Questi feriti pesano sulla coscienza di chi ha irresponsabilmente aizzato la piazza offrendo agli estremisti il pretesto per attaccare la Polizia".
"Di fatto - ha sottolineato il segretario del Coisp - si è messa a repentaglio l'incolumità degli agenti solo per fare propaganda. A questi 56 poliziotti, che ieri sera hanno affrontato la guerriglia urbana per tutelare Bologna e i suoi cittadini, deve andare la solidarietà unanime di tutta la politica. Affinché sia chiaro un principio fondamentale: chi indossa una divisa non può essere trattato come un bersaglio".
Una denuncia dello stesso tenore arriva dal sindacato Fsp della Polizia di Stato: "Quanto accaduto ieri a Bologna è stato un disastro annunciato, una città devastata, circa 60 feriti tra le forze dell'ordine e una vera e propria guerriglia urbana organizzata che ha superato ogni limite, mentre sembrava quasi si cercasse deliberatamente lo scontro e un morto tra le file della Polizia". Pure il Sap, poi, parla di "oltre 50 feriti" tra le forze dell'ordine, invitando il sindaco Matteo Lepore ad "assumere la piena responsabilità". "Convocare la piazza senza la consapevolezza di poterla gestire in modo equilibrato è da irresponsabili", ha dichiarato il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni.