CATEGORIE

La strategia del governo sul caro-benzina

di Alessandro Sallusti sabato 25 luglio 2026

2' di lettura

Niente da fare, il ciclone Trump non molla di intensità e la faccenda si complica. La guerra in Iran rischia di cronicizzarsi e gli effetti già li vediamo: la Borsa è in altalena con proiezioni nettamente ribassiste, il costo dell’energia non accenna a diminuire e anche qui le previsioni non sono ottimistiche. Le opposizioni incalzano il governo come se Palazzo Chigi avesse il potere di intervenire per mettere fine alle ostilità. Propaganda, pura propaganda: siamo messi come tutti gli altri paesi, osservatori impotenti. Anzi, se prendiamo il prezzo della benzina alla pompa scopriamo che in Europa Germania, Francia, Paesi Bassi, Portogallo e Finlandia sono messi peggio, segno che il problema non è dovuto a fattori interni. Non solo, per quanto caro il carburante costa meno di quanto costava nel luglio del 2022 con il governo di Mario Draghi sostenuto anche dalle sinistre, prova che la linea politica dell’esecutivo non c’entra.

Alla Meloni si chiede di intervenire con l’ennesimo abbassamento delle accise per calmierare i prezzi.

Giusto, ieri la premier ha incontrato il ministro Giorgetti per fare il punto ma servono prudenza e nervi saldi. Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia dalle colonne di La Repubblica metteva in guardia: «Anziché preoccuparci perché la benzina arriva a due euro dovremmo baciarci i gomiti perché non è ancora arrivata a tre e perché sui mercati ancora non si è diffuso il panico. Cominciamo a usare meno l’auto». Già, non è tanto il presente ma un futuro così incerto a preoccupare. Il petrolio a cento euro al barile, come in questi giorni, è tanta roba ma siamo ancora in zona di relativa sicurezza, in un recente passato si sono sfiorati i 130 dollari al barile e ne siamo usciti vivi. Il ragionamento in corso è il seguente: se buttiamo una montagna soldi per arginare gli attuali due euro al litro ci troveremmo a secco (di euro, ancora prima che di benzina) se la situazione dovesse degenerare.

Non è una bella notizia, capisco, ma forse meglio una non buona notizia oggi che una pessima un domani che potrebbe, speriamo di no, essere assai vicino.

tag
benzina
diesel
carburanti
accise
giorgia meloni
giancarlo giorgetti
alessandro sallusti
editoriale

Sì alla stretta contro i maranza Don Patriciello mette la sinistra spalle al muro: "Non volano schiaffi ma coltelli"

Alla pompa Governo Meloni, la mossa contro il caro-carburanti: cosa può cambiare

Eroina Fakir, Giorgia Meloni: "Brava Francesca": il video che fa impazzire la sinistra

Ti potrebbero interessare

Don Patriciello mette la sinistra spalle al muro: "Non volano schiaffi ma coltelli"

Governo Meloni, la mossa contro il caro-carburanti: cosa può cambiare

Fakir, Giorgia Meloni: "Brava Francesca": il video che fa impazzire la sinistra

Giorgia Meloni, il Fmi applaude l'Italia: "Progressi meritano di essere lodati"

Redazione

Mario Calabresi si candida a Milano? Il Pd prepara la trappola: come lo vogliono far fuori

Mario Calabresi può piacere o non piacere. Comunque è un duro e un uomo di coraggio. È anche uno ch...
Pietro Senaldi

Giorgia Meloni ed Elly Schlein, il clamoroso patto: come cambia la corsa al voto

La premier Giorgia Meloni dice «sì» ad un patto con le opposizioni per non usare l’Intelligenza...
Andrea Valle

Salis, Soumahoro e Fico usano la legge di Renzi per stangare i loro dipendenti

La narrazione ufficiale che vuole la sinistra perennemente sulle barricate a favore dei diritti dei lavoratori e contro ...
Daniele Dell'Orco

Fakir, Giorgia Meloni: "Brava Francesca": il video che fa impazzire la sinistra

"Mentre i violenti devastavano le strade di Bologna, lei ha avuto il coraggio di frapporsi tra chi seminava violenz...