Quanto avvenuto a Berlino non dovrebbe essere oggetto di distinguo di carattere ideologico. Perché la violenza non ha colore, figuriamoci il dolore. Eppure c’è chi, ancora oggi, non riesce a gettare il cuore oltre l’ostacolo, restando arroccato sulle proprie posizioni, come si ostina a fare una certa sinistra. Nel centrodestra, invece, le idee sembrano essere chiare. «L’Italia esprime solidarietà alla Germania», come scrive la premier, Giorgia Meloni su X, e «condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando ad ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si dice vicino al collega tedesco Johann Wadephul «per il grave attentato» e «alle vittime e ai loro familiari».
Per l’altro vicepremier, Matteo Salvini, «il fanatismo islamico è il problema, in Italia e in Europa. Stop a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non ci sarà un accordo scritto con lo Stato italiano, come avviene da tempo per molte altre confessioni religiose». Del centrosinistra, invece, si nota l’assenza delle voci forti dello schieramento. Per l’eurodeputato e responsabile Diritti nella segreteria del Pd, Alessandro Zan, quanto avvenuto a Berlino «è una tragedia che ferisce l’intera Europa e che impone una risposta netta contro ogni forma di odio. Non è solo un atto criminale, ma un attacco ai diritti fondamentali di tutti. Il cancelliere Merz lo ha definito un attacco a tutta la società».
Ma accanto alla solidarietà non manca la polemica. «Se lo crede davvero, alle parole seguano i fatti: la presidente del Bundestag Julia Klöckner issi subito la bandiera arcobaleno sul Parlamento tedesco, dopo averne negato l’esposizione il 17 maggio, nella Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia».
Secondo Matteo Renzi «non basta la commozione: il fanatismo che abbiamo vissuto drammaticamente dieci anni fa ritorna prepotente a colpire l'Europa», fa notare il leader di Italia viva, «occorrono una più profonda attività di indagine, una maggiore presenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine e una grande battaglia culturale per contrastare il terrorismo ideologico che continua a colpirci anche oggi». Il senatore di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, responsabile Esteri del partito, invita tutti a «resistere sempre alle sirene del fanatismo religioso, anche quando esso dissimula la propria intolleranza feroce dietro il linguaggio dei diritti, la grammatica dell'oppresso o una causa giusta». Infine la solita Ilaria Salis, surreale quanto fuori dal mondo: «Il fanatismo religioso e l’estrema destra condividono lo stesso odio e la stessa intolleranza nei confronti della comunità Lgbtqi+».