Elly Schlein evidentemente non è una persona scaramantica. Altrimenti non avrebbe mai scelto Il Foglio per lanciare ufficialmente il proprio programma, alternativo a questo governo. Nel 2006, infatti, anche Piero Fassino - quando era segretario del Ds - si fece intervistare dal quotidiano fondato da Giuliano Ferrara e propose un patto con Berlusconi per portare D'Alema al Quirinale. Non finì benissimo e al Colle ci finì Napolitano.
Schlein però se n'è fregata. E attraverso il quotidiano ora diretto da Caludio Cerasa ha, tra le altre cose, attaccato la destra sul tema della sicurezza. "La sicurezza che ci ha offerto la destra, in questi anni, non è la sicurezza dei sogni. È la sicurezza degli incubi. La sicurezza si fa non prendendo in giro i cittadini, come ha fatto questo governo, che piuttosto che spendere 800 milioni di euro per dare più ossigeno alle forze dell'ordine ha speso soldi inutili per la follia inumana e illegale dell'Albania".
Ha dichiarato di lasciare a chiunque, persino a Calenda, la porta aperta per entrare nella coalizione di centrosinistra: "Il mio obiettivo lo conoscete. È non ripetere l'errore del 2022, è evitare le dispersioni, è andare uniti, con tutti coloro che stanno all'opposizione. Le mie linee guida sono queste. Auguro ai partiti di centro, che gravitano nella coalizione, di parlarsi, di non disunirsi. E poi, quanto al resto, non ho mai messo veti su nessuno. Ho sempre provato ad allargare. Ma non sono temi che si possono decidere a tavolino. Faremo il programma e intorno al programma sono certa che riusciremo a essere più larghi, più coesi, più competitivi".
E si è detta convinta di superare le divergenze interne al campo largo (in particolare con il M5S) sul tema della guerra russo-ucraina: "Sono sicura che a settembre, quando inizieremo a discutere di programma, troveremo un terreno comune". Insomma, anche qui, al diavolo la scaramanzia.