"Nordio ti metto dentro una R4": questa la scritta contro il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, apparsa nelle scorse ore in via Portuense a Roma, nei pressi della caserma dei carabinieri. Il testo è accompagnato da una stella a cinque punte e la sigla Br. Sul posto per far luce su quanto accaduto operano i carabinieri, che stanno analizzando le immagini delle camere di sorveglianza presenti in zona. La scritta si trova sul muro perimetrale di un edificio privato, lungo la pubblica via. Dai primi accertamenti è emerso che l'area interessata non è coperta da impianti di videosorveglianza.
Intanto sono arrivati i primi messaggi di solidarietà al Guardasigilli. "La nostra solidarietà al ministro della Giustizia Carlo Nordio per le odiose minacce ricevute. Le scritte apparse a Roma sono un dato inquietante su cui gli organi competenti sapranno fare piena chiarezza", riferisce una nota della Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati. E come l'Anm, anche esponenti politici: "Esprimo la mia totale solidarietà e vicinanza al ministro Nordio bersaglio di una grave minaccia: la scritta spray con il riferimento alla R4, in cui fu rinvenuto il cadavere di Aldo Moro, e la stella a cinque punte delle BR rappresentano un messaggio inquietante e da non sottovalutare. Confido che gli inquirenti riescano a risalire agli autori di questa minaccia. Ancora una volta il mio auspicio è quello di abbassare i toni delle polemiche e del conflitto politico e non alimentare un clima di tensione", dichiara Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le autonomie.
A promettere che "lo Stato non arretra" è Guido Crosetto. Intervenuto anche lui sulla vicenda, il ministro della Difesa afferma: "Ogni tentativo di intimidire chi rappresenta e serve le Istituzioni deve essere respinto con assoluta fermezza. L’odio, la violenza e l’evocazione di una delle pagine più buie della nostra storia non potranno mai condizionare l’azione dello Stato. In una democrazia si discute e ci si confronta, anche duramente, ma non si minaccia. Lo Stato non arretra".