Il campo largo? Con tutta probabilità non esiste. Ogni giorno scontri, fratture, distinguo, strade che prendono direzioni indipendenti. E anche oggi, domenica 2 agosto, il copione non cambia. Ad aprire le danze è Giuseppe Conte, leader del M5s, il quale ribadisce il suo sostanziale "no" al sostegno dell'Ucraina. "Noi siamo stati favorevoli al primo invio di armi per una asimmetria militare e impedire alla Russia di invadere e conquistare tutta l'Ucraina", ha premesso. Ma quando gli hanno chiesto se i grillini voteranno il prossimo sostengo militare, il presunto avvocato del popolo ha risposto tranchant: "Noi non votiamo il sostegno militare". Posizione nota, più volte ribadita, e che si pone in totale dissenso rispetto alle posizioni del Pd.
Non a caso, proprio dalle fila dem, contro Conte si è levato il durissimo commento di Filippo Sensi, senatore Pd. Sui social, Sensi ha commentato le parole di Conte, usando toni durissimi: "Il Vannacci del campo largo si agita, promettendo una agenda filorussa e giocando allo sfascio. Non ci riuscirà. Dovrà fare pippa. A meno che non punti di nuovo a una alleanza gialloverde. Gli italiani l'hanno già conosciuta, purtroppo. Se ne facesse una ragione". Insomma, bordate clamorose: il paragone con il generale Roberto Vannacci e l'umiliante "fare pippa".
Per inciso, anche dalla maggioranza c'è chi ha infilzato Conte e Pd. Si tratta di Antonio Tajani, ospite al Caffè de La Versiliana, a Marina di Pietrasanta. "Conte è libero di stare dalla parte della federazione russa, dalla parte dell'aggressore - ha premesso il leader di Forza Italia -. Noi non partecipiamo alla guerra ma con l'Europa continuiamo ad aiutare l'Ucraina. Bisognerebbe che Conte chiedesse al Pd, il suo più grande alleato, se la pensa come lui: questa è la grande contraddizione che c'è a sinistra. Stare contro l'Ucraina vuol dire anche allontanarsi dall'Europa", ha concluso Tajani, fotografando ancora una volta l'inconsistenza del campo largo.