La Commissione Covid non smette di cercare verità e certezze sulla gestione della pandemia sotto il governo di Giuseppe Conte. E il leader del M5S si presenta davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta per riavvolgere il nastro di sei anni nelle prime tre ore filate della sua audizione. Una lunga retrospettiva che assume presto i contorni di un’autodifesa politica. “Ragazzi, io ho gestito una crisi come quella del Covid, ho trattato con l’Europa sui fondi per la ripartenza, siamo stati un modello”.
È il messaggio che il leader M5S sembra rivolgere anche al Campo largo. Conte rivendica il proprio operato e punta il mirino su Giorgia Meloni, alla quale si propone come avversario. In serata, la premier gli risponde. Francesco Filini e Galeazzo Bignami lo hanno incalzato con dati e vecchie interviste, costringendolo a correggersi – si legge su Corriere – sull’aggiornamento del piano pandemico. E la maggioranza ha avuto una strana sensazione: “Prende tutte le domande e poi risponde in blocco perché intanto gli scrivono le risposte in chat da fuori”. Come a scuola, insomma, quando ci sono i compiti in classe.
L’audizione, durata 180 minuti prima delle domande, si trasforma così in una sorta di “maratona Giuseppi”, trasmessa sui canali social del Movimento. Da Fratelli d’Italia arriva la battuta: “Sembra Massimo Lopez nel vecchio spot della Sip quando non attaccava mai il telefono per non farsi giustiziare, in questo caso Giuseppi parla e riparla per non sottoporsi alle nostre domande”. Poi tocca a Mario Draghi, che nel 2021 prese il suo posto a Palazzo Chigi.
Conte lo accusa sull’obbligo vaccinale, sull’uso “smodato” dei decreti legge al posto dei Dpcm e di aver compresso Parlamento e rapporti con i portatori d’interesse. E respinge l’idea di essere caduto perché il piano vaccinale non decollava. La prossima audizione ci sarà a settembre. Ma Conte ha già lasciato il suo messaggio a Elly Schlein, citando Freud: “La rimozione non è dimenticanza, ciò che rimuoviamo non scompare, ma sprofonda al di sotto della soglia della consapevolezza”. Conte, ormai è chiaro, vuole prendere le redini del campo largo.