Secondo Il Messaggero, nella redazione di Report si starebbe consumando una vera e propria guerra interna attorno al futuro di Sigfrido Ranucci. Il punto centrale della vicenda sarebbe la nascita di un “soviet di Teulada”, cioè di un comitato editoriale promosso dai giornalisti e collaboratori della trasmissione per decidere quali inchieste realizzare, con quali modalità e quando mandarle in onda.
A sostenere l’iniziativa sarebbero soprattutto Giorgio Mottola e Giulio Valesini, considerati da anni tra i principali collaboratori di Ranucci. Il documento per la costituzione del comitato sarebbe stato approvato all’unanimità dalla redazione e rappresenterebbe, secondo la ricostruzione del quotidiano, una forma di organizzazione autonoma in vista della ripartenza di Report prevista per novembre.
Ranucci, sempre secondo Il Messaggero, avrebbe però vissuto questa scelta come un tentativo di bypassarlo, indebolirlo e marginalizzarlo, quasi fosse già iniziata la fase del “dopo Ranucci”. Mottola e Valesini, infatti, sarebbero già considerati possibili successori alla guida del programma.
Da qui il richiamo ironico al modello sovietico: una redazione compatta e organizzata, ma attraversata da possibili dualismi e lotte per la successione. Probabilmente siamo davanti a un vero e proprio “romanzo simil-sovietico”, nel quale il comitato editoriale diventa il simbolo della trasformazione dei rapporti di potere dentro Report. Sullo sfondo restano le verifiche del comitato etico Rai e le decisioni che l’azienda dovrà assumere sul futuro della trasmissione e di Ranucci.