"Il sindacato belga Fgtb si assume la paternità del vergognoso gesto avvenuto a Marcinelle, tentando di scagionare in qualche modo i compagni della Cgil. Del resto oggi condividevano lo stesso fazzoletto rosso con la firma dei due sindacati. In realtà però questa ammissione di colpa non assolve proprio nessuno: ora la Cgil si dissoci dai colleghi belgi, condannando la grave mancanza di rispetto verso l'Italia, rappresentata oggi al Bois du Cazier dal presidente del Senato che ha dato lettura del messaggio del Capo dello Stato. Sono qui a Marcinelle, come sempre da quarant'anni, quando ci venivo con Tremaglia, per onorare al meglio le 262 morti di 70 anni fa. E credo che politicizzare un così tragico anniversario fa male all'Italia e agli italiani". Lo ha affermato il senatore di Fratelli d'Italia Roberto Menia, vicepresidente della commissione Esteri e Difesa a Palazzo Madama.
E in effetti il sindacato belga aveva proprio rivendicato il gesto contro Ignazio La Russa: "Ci siamo girati noi, perché siamo contro la presenza di partiti fascisti, e per noi FdI è un partito di estrema destra - la nota del sindacato -. Siamo contro la presenza di tutti i partiti fascisti. La loro partecipazione non è bella, soprattutto in un luogo molto importante per l'immigrazione italiana". Ma non finisce qui. È arrivato anche l'intervento di Vincent Pestieau, segretario regionale del sindacato a Charleroi: "La nostra protesta non ha riguardato Mattarella, ma è solo perché Ignazio La Russa ha parlato a nome del governo".