Il progetto politico di Valter Lavitola per Sigfrido Ranucci passa anche dal confronto interno al centrosinistra e, in particolare, dalla sfida tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. È uno degli elementi che emergono dalle carte dell’inchiesta, nelle quali viene ricostruito il percorso attraverso cui il faccendiere avrebbe cercato di valutare e preparare una possibile candidatura del conduttore di Report.
Nel gennaio 2025 Lavitola aveva iniziato a lavorare all’ipotesi di una discesa in campo di Ranucci, arrivando a commissionare un sondaggio sulla popolarità di diversi personaggi pubblici. Un sondaggio che lo stesso giornalista avrebbe poi contribuito a integrare, indicando temi destinati, secondo lui, a diventare centrali nelle future campagne elettorali: dall’intelligenza artificiale all’egemonia digitale, dall’ambiente alla transizione ecologica.
È però il capitolo sulle primarie del centrosinistra, come riporta ilCorriere, a fotografare gli equilibri politici che Lavitola e Ranucci stavano osservando. All’inizio di aprile il faccendiere invia al conduttore un articolo dedicato a una competizione interna sempre più affollata, con Conte e Schlein al centro dello scenario e altri possibili candidati indicati come outsider. La reazione di Ranucci è netta: «Cmq hai visto che nomi improbabili».
Il confronto tra i due non sembra dunque limitarsi alla curiosità politica. Nella ricostruzione della gip, quelle conversazioni fanno parte di un progetto più ampio: capire quale spazio potesse esserci per un candidato estraneo ai tradizionali schieramenti. Lavitola arrivava infatti a immaginare Ranucci addirittura come futuro presidente del Consiglio, mentre per sé sognava un ruolo da spin doctor a Palazzo Chigi.