Il 13 agosto, l’assessore al governo del territorio e al patrimonio della Regione Campania, Vincenzo Cuomo, ha sottoscritto un accordo che finanzia un programma di rigenerazione urbana per il Comune di Portici del valore di 13 milioni di euro (fondi Prius). Tre giorni dopo, altri 13,7 milioni - dello stesso fondo - sono stati destinati al Comune di Ercolano. Entrambi questi atti, e tutti quelli varati dalla giunta della Regione Campania dal momento in cui Cuomo è stato nominato assessore nel governo regionale di Roberto Fico, sono adesso a rischio annullamento. Perché Cuomo, mette nero su bianco l’ufficio affari legislativi e relazioni parlamentari del ministero dell’Interno, «non poteva essere nominato assessore della giunta regionale». «Era ineleggibile e incompatibile», denuncia Sergio Rastrelli, il senatore di Fratelli d’Italia, campano, che con un’interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata lo scorso 28 gennaio, poche settimane dopo l’insediamento di Fico alla guida della Regione, ha sollevato il caso.
LA TENAGLIA DELLE NORME
Per capirci di più in questa storia che rischia di portare alla revoca della nomina di Cuomo e, di conseguenza, di terremotare il governo della Campania, bisogna seguire il calendario. Premessa: la carica di assessore regionale è incompatibile con quella di sindaco. Il problema è che Cuomo, sindaco proprio di Portici, si è dimesso dalla carica di sindaco lo stesso giorno in cui è stato nominato assessore. Ovvero il 31 dicembre 2025. Con la rinuncia all’incarico di amministratore locale pervenuta sul tavolo della prefettura di Napoli, informa il Viminale, il successivo 2 gennaio. Peccato che in ordine alla causa di incompatibilità tra l’ufficio del sindaco e la nomina ad assessore regionale, il testo unico dell’ordinamento sugli Enti locali disponga che «le dimissioni» dei sindaci «sono efficaci e irrevocabili solo dopo che siano trascorsi 20 giorni dalla loro presentazione». Una finestra, stando a quanto denunciato da Rastrelli e confermato dal ministero dell’Interno, che Cuomo non avrebbe rispettato. Limitandosi, all’atto di assunzione dell’incarico nella giunta di Fico, a firmare una dichiarazione di rinuncia alla facoltà di revoca delle stesse dimissioni. Atto, però, che per il ministero dell’Interno non è idoneo a rendere le dimissioni «immediatamente efficaci», saltando il “periodo finestra”. Conclusione del Viminale: «Al momento della nomina ad assessore regionale», Cuomo «aveva ancora la titolarità dell’ufficio di sindaco».
Non solo: a sbarrare la strada all’assessore sarebbe anche lo statuto della Campania, in base al quale i componenti della Giunta devono essere necessariamente scelti tra i soggetti «eleggibili a consigliere regionale». E tra questi non rientrano i sindaci dei Comuni compresi nel territorio regionale. A meno che non si siano cessati dalle funzioni almeno 60 giorni prima della data del voto per il rinnovo del Consiglio regionale (in Campania si è votato il 23 e il 24 novembre 2025).
FDI ALL’OFFENSIVA
A rispondere a Rastrelli è stato il sottosegretario Wanda Ferro, che in calce al documento ha ricordato che «l’organo legittimato a dichiarare l’ineleggibilità, l’incompatibilità o un eventuale conflitto di interessi e, dunque, a deliberare la decadenza di un consigliere regionale o di un componente della Giunta, è il consiglio regionale della Campania». Così Rastrelli per competenza ha girato il «riscontro» arrivato dal Viminale al presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, al prefetto di Napoli, Michele Di Bari, e al governatore, Fico, per sollecitarli ad avviare «la procedura di decadenza immediata dalla carica» di Cuomo. Ma visto che nell’arco dei suoi primi mesi di attività, ha ricordato Rastrelli, il governo regionale ha operato e deliberato «con un membro di giunta nominato assessore in palese violazione di legge», ecco che nel mirino finiscono «tutte le delibere e i provvedimenti emessi, in via esclusiva o collegiale», da Cuomo. Il quale, con autocertificazione al momento di assumere l’incarico, avrebbe dichiarato di non avere cause di incompatibilità rispetto al suo ruolo di assessore. Mentre da Palazzo Santa Lucia, sede della Giunta, ricordano che è «stato accertato l’intervenuto decorso del termine di 20 giorni dalla presentazione delle dimissioni dalla carica di sindaco», il centrodestra va all’attacco e pressa Fico. «La Campania merita una Giunta che sia inattaccabile sul piano della legalità e della trasparenza», dice Antonio Iannone, commissario regionale di FdI.