Intervistata da Repubblica sulla situazione della guerra tra Russia e Ucraina e sulla gestione degli aiuti al popolo di Zelensky, Lia Quartapelle, deputata PD, le spara grosse contro Giorgia Meloni, dimenticando però che il premier si è sempre schierato apertamente in favore di Kiev. La dem accusa il premier di aver perso parte della leadership mostrata finora sul dossier: "Meloni in questi anni ha fatto una cosa giusta: sostenere l’Ucraina. Ma la sua capacità di leadership su questo tema si sta molto affievolendo”.
Secondo la deputata, il nuovo pacchetto "arriva con grande ritardo, ma resta il mistero sul cosa stiamo mandando e non c’è nessuna volontà di spiegarlo ai cittadini italiani". E aggiunge: "Sarebbe invece facile farlo: ogni giorno vediamo civili ucraini morire sotto le bombe russe anche per l’assenza di missili intercettori e di un’adeguata difesa aerea". Nel mirino della Quartapelle finisce anche Roberto Vannacci, contrario all’invio di armi. "Lui pesa molto e la Meloni cerca di salvare capra e cavoli: teme Vannacci e contemporaneamente prova a dare una mano a una Lega chiaramente in difficoltà". Per la deputata, così Meloni "fa prevalere le questioni di politica interna. La diminuzione del sostegno all’Ucraina nell’opinione pubblica va di pari passo con la minore chiarezza su ciò che facciamo e sulle ragioni per cui lo facciamo".
Quartapelle torna quindi sulla segretezza degli invii: "Stiamo parlando di questioni fondanti per la sicurezza del nostro continente: serve maggiore trasparenza. La segretezza dovrebbe essere accantonata in favore di un principio di accountability democratica". Sui "volenterosi", invece, accusa il governo di aver "evitato diverse occasioni di iniziativa comune", citando il programma Purl e le esercitazioni: " Abbiamo scansato occasioni per agire insieme agli altri Paesi, sia per proteggere l’Ucraina sia per approfondire la cooperazione europea sulla difesa. Il governo resta lacerato tra l’idea di una sovranità muscolare e la consapevolezza che oggi la sicurezza italiana passa dalla costruzione di una vera sicurezza europea. Meloni questo dilemma non riesce a scioglierlo". Infine e finalmente si guarda in casa propria, al Pd e alle divisioni nel centrosinistra. "Il Pd non è mai venuto meno sul tema. Ma non nascondo il problema generale: il sostegno all’Ucraina dovrebbe essere la prima questione da affrontare sul programma. Partirei da una domanda molto semplice: vogliamo davvero seguire di populisti come Viktor Orbán o Robert Fico smettendo di aiutare gli ucraini?”. Ecco, magari prima di dar lezioni agli altri basterebbe avere una linea unica nel Pd e nel campo largo. Altro autogol a sinistra...