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Sigfrido Ranucci, la dem De Micheli bombarda: "Una cosa tra loro, un po' strana"

di Roberto Tortora venerdì 28 agosto 2026

2' di lettura

Il 7 settembre sarà una data importante: il Tribunale del Riesame dovrà esaminare la richiesta di arresti domiciliari presentata per Valter Lavitola. Per ora, dunque, resta detenuto il reo confesso dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Ieri sono stati interrogati Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, due dei quattro arrestati nell'inchiesta. I loro legali sostengono che i loro assistiti non conoscessero né Ranucci né Lavitola e stanno contestando anche l'aggravante mafiosa.

Della vicenda si sta occupando anche Zona Bianca, programma di attualità e approfondimento condotto da Giuseppe Brindisi su Rete 4. Ospite, in collegamento, Paola De Micheli, ex-ministro delle infrastrutture e dei trasporti nel governo Conte II in quota Pd.

Sui rapporti tra l’ex-faccendiere e il conduttore di Report dice: “Penso che ci siano ancora alcune questioni da chiarire, penso che Ranucci lo farà. Penso che non ci sia il mandante dei mandanti. Diciamo che mi sono fatta un'opinione: che tra queste due persone che avevano un'amicizia ci fosse un po' una bolla, vivessero un po' in una bolla di un rapporto tra loro due, che prevedeva ipotesi di carriere, una serie di aspetti che però riguardavano soltanto loro due. Quindi questo ha determinato una serie di cose, credo… perché io, tra l'altro, sono garantista per davvero, lo sono anche quando si tratta di altre tipologie di situazioni, non soltanto in questo caso. Io credo che i dubbi che stanno venendo fuori siano soprattutto legati a questo rapporto che evidentemente è un po' strano".

Oggi il nodo giudiziario è soprattutto capire quanto della confessione di Lavitola trovi riscontro nelle indagini e quale sia stato realmente il movente. Sul fronte Rai, intanto, la situazione di Ranucci è diventata altrettanto delicata: l'azienda starebbe valutando una ricollocazione del giornalista e una soluzione interna per la successione alla guida di Report. I suoi collaboratori, anche i più stretti, sono già pronti a prendere il suo posto.

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