Perfino l'Economist s'inchina a Giorgia Meloni. Il settimanale britannico, non certo noto per simpatie verso la destra italiana, ha riconosciuto alla leader di Fratelli d’Italia un ruolo centrale nella politica del bel Paese. “Giorgia Meloni is fusing populism and moderation”, la sua tesi. Tradotto: la presidente del Consiglio ha saputo fare una sintesi tra la capacità di ascoltare il proprio elettorato e esercitare il pragmatismo necessario per esercitare il potere. Giovanni Orsina, docente della Luiss, la descrive come "la persona attorno alla quale ruota l’intero sistema politico". E i sondaggi continuano a premiare Giorgia Meloni.
Tra i segret del successo di Meloni c'è anche un'opposizione che non riesce a compattarsi. Pd e M5s sono incapaci di trovare una linea comune soprattutto sulla politica estera e sul sostegno a Kiev. Per Orsina, il campo avversario è "in un vero disastro". E non cita nemmeno tutta la diatriba giornaliera sulle primarie o sul woke. Inoltre Meloni è stata capace di combinare identità e affidabilità. Un esempio? Il capitolo immigrazione, dove la stretta contro gli ingressi illegali è stata accompagnata dall’apertura di canali regolari per rispondere alle esigenze delle imprese. Nonostante tutta la propaganda della sinistra, Meloni quindi è tutt'altro che un leader in declino. Bensì una premier impegnata a costruire le condizioni per un secondo mandato.