"Il giudizio politico è che di fronte a una Europa che ci chiede di allontanare il controllo della politica, il governo Meloni occupa sempre più gli spazi dell'informazione pubblica e anche privata". L'ospita di Giuseppe Conte a In Onda, su La7, si trasforma come ampiamente prevedibile (e previsto) in un attacco al centrodestra e in una difesa a spada tratta di Sigfrido Ranucci. D'altronde l'ex premier, intervistato dai condiscendenti Marianna Aprile e Luca Telese, è pur sempre il leader del Movimento 5 Stelle, il partito più vicino all'ormai ex conduttore di Report travolto dallo scandalo dell'attentato ai suoi danni di cui il mandante sarebbe il suo stesso amico Valter Lavitola.
"Il risultato è che oggi un 90% delle informazioni pubbliche e privata è controllata da questo governo direttamente e indirettamente, o comunque da questa maggioranza, e soprattutto il servizio radio televisivo pubblico il discorso è ormai veramente molto molto delicato perché con i palinsesti che hanno preannunciato hanno preordinato qualsiasi spazio in modo da costruire un assetto da campagne elettorale", è la tesi ardita di Conte.
Secondo l’ex premier, però, "rimaneva ancora disponibile ovviamente lo spazio di inchiesta, Report, che ha sempre dato fastidio a tutti i politici. Il risultato invece è che adesso sono riusciti a distruggere il prodotto di punta della Rai grazie all'editto Meloni. E’ una vergogna perché è una decisione tra l'altro del tutto arbitraria. In questo momento. Allo stato delle indagini, abbiamo una vittima accertata che sarebbe Sigfrido Ranucci, e abbiamo i vertici della Rai che hanno preso una decisione per distruggere una trasmissione".
"Mi limito a dire che i vertici della Rai, che fin qui hanno dimostrato un'incompetenza massima, sono stati capaci di distruggere il prodotto di massimo ascolto, e peraltro parliamo anche di un prodotto particolare, ovvero il giornalismo televisivo di inchiesta, che ha rarissimi spazi, richiede tanta fatica ed energia, mesi e mesi di lavoro, professionalità e competenza che oggi è distrutta. E quindi è anche un grave danno erariale oltre che un danno alla qualità della nostra informazione, quindi della nostra democrazia", sottolinea Conte, che prosegue: i consiglieri "che sono lì designati, indicati dall'opposizione, all'interno ovviamente di un consiglio di amministrazione della Rai, che hanno le funzioni anche loro di controllo diretto sulle delibere, sulle determinazioni che vengono prese, ovviamente erano già in minoranza, valuteranno cosa fare".
Quindi il capo dei 5 Stelle assicura: "Ranucci in politica? Questa notizia è trapelata per cercare di indebolire la sua figura professionale. Per quanto mi riguarda io e nessuno nel Movimento ha mai parlato con lui di questo".