In seguito a un articolo pubblicato da Repubblica, che rivelerebbe la presenza di "uomini premiati di Putin" nella "galassia che ruota attorno a Futuro Nazionale", Elisabetta Piccolotti - deputata di Avs - ha rilasciato una lunga nota nella quale è arrivata persino a incolpare Giorgia Meloni e il governo proprio per la presunta vicinanza a Putin di alcune figure legate al partito di Roberto Vannacci.
"Quanto emerge dall'articolo di Giuliano Foschini su Repubblica di oggi dovrebbe preoccupare l'intero arco parlamentare e chiunque abbia a cuore la libertà del nostro Paese", ha esordito Piccolotti. "Nella galassia di Futuro Nazionale, il movimento dell'ex generale Vannacci, si muovono uomini premiati da Putin e ammiratori di Dugin. Luca Carleo, nominato responsabile di Futuro Nazionale in Lombardia e dimessosi ventiquattro ore dopo per il suo coinvolgimento nell'inchiesta della Procura di Milano sul gruppo Ops, era ai vertici di Ops Retail, editore di decine di testate cartacee e siti di informazione locale soprattutto nel nord Italia. Nel cda sedeva la moglie, Iana Permiakova, che dal 2011 al 2016 ha lavorato nel Dipartimento del Servizio Stampa e dell'Informazione del governo della Federazione Russa", ha affermato la deputata di Avs.
"Le realtà straniere che tentano di condizionare la nostra democrazia - ha aggiunto - non si limitano a questo: da anni l'Italia e l'Europa sono il terreno di una guerra ibrida combattuta a colpi di milioni sulle piattaforme delle big tech, che hanno smantellato il fact-checking e sposato l'agenda della destra MAGA, favorendo forze autoritarie e di estrema destra. L'Italia è ancora un Paese libero e sovrano, in cui i cittadini hanno diritto a un'informazione verificata, o è terra di scorribande per spacciatori di fake news, video generati con l'IA e troll farm?"
"Come Avs - ha concluso la deputata - abbiamo depositato un emendamento alla legge elettorale: trasparenza su chi paga la pubblicità politica e su come profila gli elettori, obbligo di segnalare i contenuti generati con l'IA, silenzio elettorale esteso alle sponsorizzazioni. Approvino almeno quello: abbiamo un governo che si dice sovranista e non difende la sovranità di questo Paese. Ci dimostrino il contrario in Parlamento invece di riempirsi la bocca di vuota propaganda".