L'Oscar della paura va a Romano Prodi. Il Professore, per due volte premier, intervistato da Repubblica commenta con terrore il successo di Alternative fur Deutschland alle elezioni nel land tedesco di Sassonia Anhalt. "E' un fatto di dimensioni colossali. Altre definizioni non mi sembrerebbero all'altezza della gravità della situazione. Per la prima volta dalla fine della guerra vince un partito di destra eversiva che evoca apertamente il nazismo. E vince col 45% dei voti. Il secondo partito è staccato del 25%. Serve altro per allarmarsi?".
La domanda, ovviamente, è retorica visto che il pessimismo di Prodi è leopardiano, "cosmico": "Il fatto che l'esito del voto in effetti nemmeno stupisca - aggiunge -, rende la questione ancora più grave. E non ci si stupisce perché il voto segue un movimento di autoritarismo che sta attraversando il mondo, da Trump a Putin, e che sta lentamente erodendo le democrazie europee. E un'Europa più debole, di questi tempi, non dispiace né a est, né a ovest". Insomma, siamo dalle parti del grande accerchiamento.
Del resto, ammette il Professore, "essendo l'Europa incapace di decidere, ha perso ogni attrattività. E quindi perché votare per difenderla, se non serve a nulla? Anche l'esito del voto del referendum in Islanda è stato un segnale che andava in questo senso. E anche quello è stato sottovalutato".
"L'Europa - prosegue Prodi - non reagisce perché i Paesi che ne fanno parte non hanno intenzione di reagire, sia ben chiaro. Tutti sanno che il diritto di veto andrebbe superato, e quando Orbán ha perso le elezioni l'occasione per farlo era a portata di mano. Ma nessuno, Italia in primis, ha voluto prendere un'iniziativa in questo senso. Preferiscono un'Europa impotente. Sinceramente sono rimasto stupito da Forza Italia. Che in teoria è davvero un partito europeista, o almeno così si è sempre definito e a volte anche contraddistinto. Mi sembra stia vivendo una contraddizione davvero drammatica al suo interno".