È ripartita oggi la discussione in commissione alla Camera sul ddl antisemitismo e il dibattito sul disegno di legge si è subito riacceso. La questione è finita sul tavolo anche a L'aria che tira, su La7, dove, sul tema, sono intervenuti Riccardo Ricciardi, del Movimento 5 Stelle, e Paolo Mieli.
"Noi abbiamo da sempre onorato la memoria della Shoah, le vittime dell'Olocausto. Lo abbiamo sempre fatto e lo continueremo a fare", esordisce Ricciardi. "Nel momento in cui ci sono milioni di persone che criticano il governo di Israele, scendono nelle piazze, dalla Flotilla in poi... Proprio in quest'anno - attacca il grillino - si fa questo disegno di legge. Voi che conoscete la comunicazione sapete perfettamente, al di là del vostro arrampicarvi sugli specchi, che questa è una cosa per condannare quelle piazze, quelle manifestazioni. L'operazione politica comunicativa è quella". Peccato che, come fa notare Parenzo, il disegno di legge non vieta in alcun modo quelle manifestazioni.
Anche Mieli si mostra piuttosto indispettito: "Innanzitutto mi dispiace che lei usi parole 'si arrampica sugli specchi', io a lei non lo direi mai, c'è anche una questione di educazione. Detto ciò, io sono favorevole a quelle manifestazioni e sono orripilato dai crimini commessi a Gaza e in Cisgiordania. Ma c'è anche un altro argomento, di cui a lei, evdientemente, non gliene importa niente. Lei onora la Shoah di 80 anni fa, però che picchino dei bambini con la kippah e li tengano fuori dalla scuola quello non lo vede. Non è una cosa per cui non dorme la notte". A quel punto, Ricciardi interviene: "E non è già un reato quello?". Mieli ha la risposta pronta: "È come il femminicidio. È come quelli che dicono: 'Il femminicidio non è già un reato?' È uguale". Il grillino, ormai in evidente difficoltà, balbetta: "Ma non c'entra niente questo". Ma la figuraccia ormai è fatta.