Secondo quanto riportato da Il Tempo, Crespi interviene sul dibattito relativo ai sondaggi politici e alla possibile sfida tra centrodestra e centrosinistra, contestando la rappresentazione di un governo Meloni ormai in difficoltà e di un campo largo pronto a conquistare Palazzo Chigi.
Crespi sostiene che "si vuole imporre una narrazione che non esiste", spiegando che i dati non verrebbero necessariamente falsificati, ma piuttosto "selezionati, aggregati e rappresentati" in modo da offrire all’opinione pubblica una sola interpretazione possibile.
Nel mirino finiscono soprattutto i sondaggi che sommano i consensi dei partiti di opposizione, considerando il cosiddetto campo largo come una coalizione già costituita. Per Crespi, invece, "il campo largo, oggi, non esiste": mancherebbero un leader, un programma condiviso e un accordo tra forze politiche che presentano profonde distanze, a partire da Movimento 5 Stelle e Italia Viva.
Secondo l’analisi, l’inserimento dei voti di Matteo Renzi nel centrosinistra modificherebbe sensibilmente il quadro elettorale, rafforzando il centrodestra in diverse rilevazioni. Crespi affronta anche il fenomeno Roberto Vannacci, sostenendo che il consenso a Futuro Nazionale non possa essere automaticamente considerato un voto sottratto al centrodestra. Richiamando dati Piepoli e Ipsos, sottolinea infatti che una parte consistente degli elettori di Vannacci mantiene un giudizio positivo su Giorgia Meloni e sul governo. La conclusione è netta: secondo Crespi, "i sondaggi dovrebbero fotografare la realtà, non sostituirsi alla politica".