«Non possiamo e non dobbiamo accettare che il disastro dell’esecuzione penale e del carcere in Italia venga ridotto alla soluzione dell’edilizia carceraria come risposta al sovraffollamento perché è ovvio che se si realizzano altri 10mila posti, quei posti saranno riempiti in un attimo». Parola di Riccardo Magi, leader di +Europa. «L’obiettivo» ha detto intervenendo a Firenze al dibattito organizzato dall’Unione Camere Penali, «deve essere quello di dimezzare le presenze in carcere portandole a circa 30mila persone, ampliando l’accesso alle misure alternative per reati meno gravi».
«Come +Europa» prosegue Magi «abbiamo messo a punto un pacchetto di proposte già depositate alla Camera sulle quali abbiamo tentato di coinvolgere le altre forze politiche e gli altri gruppi parlamentari, che hanno sia un obiettivo deflattivo immediato, sia in termini di riforma del carcere».
«Una di queste» aggiunge Magi, «l’ho presentata con Emma Bonino in uno dei suoi ultimi interventi pubblici: si trattadella proposta di consentire al Parlamento di riappropriarsi della possibilità di approvare i provvedimenti di amnistia e di indulto, e quindi la modifica dell’articolo 72 e 79 della Costituzione, proposta che abbiamo anche depositato alla Camera. Nel 1992, in un momento di ubriacatura manettara, venne modificata la Costituzione e sostanzialmente oggi per approvare una amnistia o un indulto serve un quorum maggiore di quello che serve per modificare la Costituzione stessa: un caso unico, in cui il Parlamento si rende completamente impotente».