Il festival delle rosicate della sinistra è appena iniziato. A dar via alle danze ci ha pensato Alessia Morani, che sui social aveva chiesto un po' di "rispetto" alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni perché dal palco di Fenix, la festa dei giovani di FdI, aveva osato cantare "Bollo ciao", scimmiottando il celebre canto dei partigiani "Bella ciao".
Ma la Morani non è sola. A sostenerla in questa parata di rosicate c'è anche Rosy Bindi. L'ex ministro della Sanità del governo Prodi, ospite su La7 di Tiziana Panella a Tagadà, ha posto una severa condizione alla presidente del Consiglio. In poche parole, la sinistra si esibirà nel brano "Bela ciao" soltanto qualora la leader di FdI farà lo stesso con "Bella ciao".
"Quando la Meloni canterà 'Bella ciao' potremo cantare anche 'Bollo ciao'. Ma anche qua - l'intervento di Bindi -. Non solo siamo in campagna elettorale, ma è inutile che gli esponenti di Fratelli d'Italia continuino a dire che con Vannacci non ci sarà mai una alleanza perché Vannacci è lontano da noi. Si stanno avvicinando loro a Vannacci. Cioè la Meloni la npossiamo chiamare 'Melonacci' per il discorso di ieri e dopo la politica di questi giorni".