"Non escludo che ci saranno dei pronunciamenti", della Chiesa in vista delle prossime elezioni. Lo ha detto monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, in conferenza stampa a conclusione del Consiglio episcopale permanente della Cei, rispondendo a una domanda sulla posizione della Chiesa in vista del prossimo appuntamento elettorale del 2027. Cambiato il Pontefice, dunque, da Papa Francesco a Papa Leone, ma l'afflato politico dei vescovi italiani non sembra essere cambiato, anzi.
Il Comitato episcopale dice no alle "radicalizzazioni" politiche a scapito dei valori e della coesione sociale. I vescovi guardano "con preoccupazione" al prossimo appuntamento elettorale. "C'è preoccupazione ogni volta che un appuntamento di questo tipo enfatizza la polarizzazione sacrificando le ragioni", ha continuato monsignor Baturi. "Una polarizzazione - ha aggiunto - che avviene con slogan o per attrarre voti di area". Per il segretario generale della Cei "c'è un legittimo pluralismo delle posizioni dei cristiani. Chiediamo coerenza sui valori, sulla famiglia, sull'attenzione ai più poveri, sulla giustizia sociale. Servono comportamenti coerenti senza demonizzare l'avversario come se fosse un nemico. Speriamo che la coesione sociale non venga sacrificata a interessi di parte che porterebbero a una radicalizzazione".
A proposito del ruolo femminile, stanno tenendo banco in questi giorni le battute di Antonio Tajani prima e Roberto Vannacci poi su donne e minigonne. "Ogni parola, ogni sguardo sulla donna deve essere carico di rispetto e ammirazione, poi per noi cristiani il primo luogo in cui il verbo si è fatto carne è il grembo di una donna, per chi ha fede questo incide per sempre sullo sguardo sulle donne", ammonisce monsigor Baturi. "Con lo sguardo entriamo in rapporto con gli altri, verso uomini, donne, bambini e anziani serve rispetto, verso le donne massimo nella misura in cui possono essere oggetto di sguardi superficiali".
Altro tema caldissimo, quello della scuola: "Ogni giorno vediamo la necessità di un affronto corale" di fronte a "episodi di violenza e di turbamento". "Il rischio non è solo la sorte dei nostri giovani - ha aggiunto il vescovo - ma è la coesione stessa della nostra società. Il tema educativo richiede una risposta corale, una sorta di alleanza sociale".
Sul voto politico peserà, anche all'interno delle coalizioni, il quadro internazionale. In questo senso i vescovi guardano "con preoccupazione" alla situazione internazionale. "Uno sguardo preoccupato - ha concluso monsignor Baturi - ma anche limpido, nel richiedere la pace disarmata e disarmante". Serve un "impegno concreto" per "contrastare non solo i fenomeni virulenti, di violenza e di guerra, ma ogni forma di ingiustizia e iniquità". Non basta cessare con le armi. Serve anche "difendere la libertà, la verità, la giustizia e l'amore".