Sullo schermo le immagini scorrono mentre in sala qualcuno fa partire Happy birthday to you. Manco a dirlo, è un’ovazione. C’è la torta di compleanno con le fragoline di bosco e la panna, ci sono gli incontri a Bruxelles e a Napoli, c’è il pranzo in famiglia a villa Certosa (probabilmente pure l’ultimo in quella proprietà iconica che ha fatto la storia d’Italia e, forse, che non ce ne saranno altri non è un caso): 29 settembre 2026, Silvio Berlusconi avrebbe compiuto novant’anni. Indimenticato e indimenticabile, le celebrazioni per il Cav. sono l’abbraccio di una politica che è ancora quella del suo fondatore.
«Ci ha regalato una bussola, è un punto di riferimento», dirà infatti a metà giornata il ministro degli Esteri Antonio Tajani dal Belgio; «c’è un prima e un dopo Berlusconi», aggiungerà il presidente del Senato Ignazio La Russa aprendo la seduta di Palazzo Madama. Europa e Italia, un po’ il mondo di Berlusconi: atlantista incrollabile, patriota orgoglioso. E ha ragione La Russa, non può che essere così, per quel centrodestra unito e compatto e granitico ma sicuramente un filo più povero da quando il fiuto e la visione del “signore di Arcore” lo ha lasciato.
È per questo che gli azzurri si riuniscono, festeggiano che è un modo per ricordare e soprattutto per ringraziare: d’altronde l’occasione è a metà tra la ricorrenza e la manifestazione: a Napoli, alla Mostra d’Oltremare, va in scena la kermesse organizzata dal senatore forzista Maurizio Gasparri. Si apre con una torta enorme, dieci chili di crema, bianca rossa e verde, con quel tricolore che è stato e resta il simbolo di Forza Italia: al centro c’è l’immagine in pasta di zucchero di Berlusconi che spolvera con un fazzoletto la sedia su cui era appena stato il giornalista Marco Travaglio prima di farsi intervistare da Michele Santoro.
È “la seconda giovinezza di Berlusconi”, una manifestazione voluta dal coordinamento azzurro della Campania (e a guida del segretario regionale Fulvio Martuscello): tra chi partecipa circolano i gadget dedicati, i cartonati a grandezza naturale e i banner che ritraggono l’ex premier nei suoi momento storici. Spille, borse, bandiere, magliette a tema e anche installazioni della serie “happy birthday 90”. Poche polemiche («Berlusconi non avrebbe stimato Vannacci per le sue posizioni estremiste ed esagerate», chiarisce senza farla lunga Gasparri), tanta riconoscenza. Però ci sono almeno altri due appuntamenti che chiudono la giornata. Il primo è nella stanza 6Q1 del Parlamento europeo, si intitola “Silvio Berlusconi. 90 anni: una storia italiana”, e tutto sommato basterebbe questo per capire di che si tratta (tra l’altro, nello stesso edificio, poco prima Tajani presenzia anche alla commemorazione per David Sassoli).
Il secondo, invece, è più intimo e anche più privato, è lontano dalle telecamere e dai palazzi istituzionali: in tarda mattinata due jet decollati da Milano atterrano in Sardegna, a bordo ci sono i cinque figli di Berlusconi (Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi, il più piccolo, tra l’altro, è quello che ha orchestrato ogni cosa). A Villa Certosa arrivano piano piano gli uomini di una vita, i fedelissimi, i volti di Forza Italia: Fedele Confalonieri, Gianni Letta, Adriano Galliani, Marcello Dell’Utri. C’è anche Marta Fascina, l’ultima compagna del Cav. Lì, su quel golfo di Marinella che ha fatto da scenario a incontri e momenti politici anche internazionali, viene prima celebrata una messa in suffragio e poi un pranzo riservatissimo.