Tra Giorgia Meloni e le opposizioni, nella intensa giornata tra Senato e Camera, non sono mancati momenti di scontro aspro, durissimo, soprattutto sull'Ucraina. Ma proprio il tema della guerra russa e dell'aiuto a Kiev è sembrata nascere in Parlamento una "maggioranza ombra", che unisce la premier all'ala più moderata e riformista del centrosinistra. Non solo Carlo Calenda, ma anche un pezzo di Pd infatti si alzato in piedi ad applaudire a Palazzo Madama il discorso del presidente del Consiglio.
Il Corriere della Sera ha fatto anche i nomi dei senatori che hanno platealmente apprezzato l'intervento della Meloni: sono stati Pier Ferdinando Casini, Filippo Sensi, Walter Verini e Sandra Zampa. Nomi che sicuramente la segretaria dem Elly Schlein non avrà bisogno di appuntare per comprendere quanto la situazione nel proprio partito sia complicata.
"Sì - spiega il presidente del Senato Ignazio La Russa a proposito dell'intervento della premier in aula -, mi è piaciuto molto. Mi è sembrato molto chiaro, non voglio dire coraggioso perché il coraggio non è mai mancato, ma molto chiaro e molto deciso, per non lasciare nessun equivoco interpretativo. E mi ha fatto piacere che su alcuni passaggi ho visto, non voglio dire numerosi ma degli esponenti dell'opposizione, applaudire alcuni passaggi del presidente, in particolare sull'Ucraina".
"Il giallo delle due risoluzioni di maggioranza sul Consiglio Europeo sprofonda la destra nelle sue contraddizioni sull'Ucraina. Figuratevi se nascondo le nostre. Ma se su questo tema si squaglia il governo - che continua a non dare armi all'Ucraina - non bastano le belle parole", prova in qualche modo a ricucire il senatore Sensi, forse preoccupato di un effetto boomerang.
Sulle fratture interne al Nazareno invece insiste Meloni, anche nelle repliche alla Camera. "Collega Provenzano, dice a me 'noi siamo a fianco dell'Ucraina'. Provenzano che deve dirlo a me? Temo che lo debba dire da quelle parti, ok? Perché dire a noi che io ho delle difficoltà nella maggioranza a sostenere l'Ucraina, e sono quattro anni che questo governo ha oggettivamente una posizione chiara nel sostegno all'Ucraina, qui c'è una maggioranza ancora prima di avere delle posizioni. Mi pare che oggettivamente i problemi siano da un'altra parte".