Sono giornate frenetiche per Matteo Salvini, tra i disordini di Milano, le trattative sui decreti sicurezza, le proteste degli autotrasportatori, una spruzzata di Manovra finanziaria e il congresso della Lega nel fine settimana. «Per fortuna ci sono anche momenti più leggeri. Sono in auto e sto andando alla laurea in economia di mio figlio Federico».
Ministro, martedì è stato approvato l’ultimo decreto sicurezza, con le misure speciali dopo i fatti di Milano. Molte idee della Lega sono state prese e inserite nel documento, ma non tutte. È contento del risultato finale?
«Sono soddisfatto. Diciamo che lo considero un ottimo punto di partenza. Alcune nostre richieste sono state approvate, come ad esempio il principio del “chi rompe paga”. Non è ancora la cauzione da chiedere agli organizzatori, come avremmo voluto, ma è certamente un passo avanti: da oggi la famiglia del minorenne beccato a far danni si vedrà arrivare a casa la fattura per riparare i danni».
C’è anche il fermo preventivo per i minorenni, che a un certo punto sembrava saltasse...
«E ne siamo contenti. In questo modo se un minore invita sui social o su altri canali ad andare in posto per spaccare tutto, le forze dell’ordine gli faranno una bella visitina a casa. So, per esempio, che a Como qualcuno l’ha già ricevuta. Ma non basta. Nel decreto c’è anche l’arresto in differita».
Un’altra vittoria targata Lega è quella di avere più militari nelle strade. Anche in questo caso la promessa è stata mantenuta?
«Lo chiedevamo da un anno, perché i 6.800 militari non bastavano per coprire tutte le città che ne hanno fatto richiesta. Ora arriveremo a 10mila in tutta Italia».
Un’attenzione speciale è stata data anche a Milano, che nelle prossime settimane rischia di diventare l’epicentro della protesta?
«Solo in questa città già da oggi arriveranno 500 militari esperti. Parliamo di membri della Folgore, ben addestrati ed equipaggiati anche con i droni. In questo modo sarà chiaro a tutti che chi fa il cretino troverà pane per i suoi denti».
Lei si è fatto un’idea della “mappa” dei fermati?
«Sì, su oltre 300 fermi solo 70 persone sono di Milano. Il resto sono vagabondi che arrivano da fuori. C’erano due clandestini che sono già stati mandati nei Cpr e per 5 persone abbiamo già avviato le procedura per la revoca della cittadinanza. L’altra cosa chiara è che l’obiettivo principale di questi delinquenti era rubare, non certo protestare contro il caro vita».
Da politico, ma anche da papà, cosa prova nel vedere che l’80% dei ragazzi coinvolti nelle violenze è composto da minorenni?
«È un fallimento educativo per le famiglie di quei ragazzi. Ma è anche la dimostrazione che provvedimenti come lo ius scholae o lo ius soli sono ampiamente archiviati. I fatti di questi giorni hanno chiaramente dimostrato che non basta frequentare la scuola per avere diritto alla cittadinanza italiana. Per questo mi auguro che in Parlamento nessuno dirà di “no” alla nostra proposta di revoca della cittadinanza per chi delinque e alla non concessione della stessa per i minori che hanno la fedina penale sporca o che non dimostrano di essersi integrati».
Le immagini delle devastazioni a Milano, Torino, Bologna sono inequivocabili. Eppure a sinistra c’è ancora chi giustifica i violenti.
«A sinistra hanno la malattia del “Ma”, una congiunzione che in questi casi andrebbe cancellata dal vocabolario della lingua Italiana. Davanti a queste violenza non ci può essere nessuna giustificazione e invece la sinistra soffia pericolosamente sul fuoco, spalleggiando quelli che sono pronti ad occupare scuole e università».
Lei ha timori derivanti da questa situazione?
«La mia vera paura è la saldatura che sta avvenendo tra la sinistra antagonista e l’islam fondamentalista. Qui da noi siamo solo all’inizio, ma se si guarda alla Francia questo fenomeno è chiaramente leggibile».
Quindi nessuna guerra sporca da parte di Put...
«No, guardi, la interrompo subito. Non esiste una sola evidenza che dietro queste rivolte ci sia questa o quell’altra potenza straniera. Il quadro è più semplice».
Qual è?
«La saldatura tra No Tav, ProPal, antagonisti dei centri sociali, anarchici e la manovalanza dei maranza, ragazzi che stanno ore e ore a guardare i video della jihad e poi incendiano le chiese e i simboli dell’Occidente. E la cosa più triste è che la sinistra sta compiendo un vero e proprio suicidio culturale. Sperano che una volta maggiorenni e cittadini italiani questi voteranno per loro. Non hanno capito nulla. Questi si faranno i loro partiti e tanti saluti a Pd e compagni... Per questo la lotta all’islam radicalizzato sarà uno dei temi del congresso e per questo dobbiamo insistere nel chiudere i luoghi di culto abusivi e non permettere la costruzione di moschee fino a quando l’islam non avrà firmato il concordato con lo Stato, che ci permetterà di verificare, per esempio, la trasparenza dei fondi».
Del congresso parleremo tra poco. Prima però, come ministro dei trasporti non possiamo non chiedere com’è la situazione degli autotrasportatoti che stanno protestando e bloccando le strade, perché il carburante ha raggiunto prezzi insostenibili.
«È tutto il giorno che sono al telefono (anche in serata il vicepremier si è collegato con Palazzo Chigi, ndr) per preparare il Cdm di oggi. L’obiettivo è quello di trovare risposte per tutti gli autotrasportatori. La mia attenzione è andata alle piccole imprese, spesso a conduzione familiare, che dispongono di quattro o cinque mezzi, magari datati e che, per i vincoli imposti dalle assurde normative europee, non possono beneficiare dei contributi sbloccati. E abbiamo incontrato e incontreremo ancora le principali sigle sindacali che li rappresentano e sono soddisfatti del lavoro fatto insieme al governo, perché già dai prossimi giorni saranno a disposizione 480 milioni (che dovrebbero salire fino a un miliardo di euro, ndr) e sui loro conti correnti verranno accreditati centinaia di migliaia di euro per combattere il caro gasolio e che li aiuteranno ad uscire da una situazione davvero difficile».
Molti erano contenti, ma altri continuano a bloccare le strade. Che si fa con loro?
«Sono rimasti a far casino quelli con cui è difficile parlare, quelli che bloccano i camion con la forza, sequestrano gli autisti, squarciano le gomme. Ecco, io con quelli non ci parlo, perché lì non c’è un problema di trasporti, ma di ordine pubblico...».
Questione chiusa?
«No, anche se il nostro Paese è quello che ha investito di più in questi aiuti, dobbiamo allargare la platea. Penso ad esempio agli agenti di commercio, ai tassisti, agli Ncc. Anche loro devono essere aiutati a superare la crisi dovuta al caro carburanti».
Crisi dovuta alle guerre in corso, sulle quali la Lega ha posizioni spesso criticate...
«Sì, la storia che siamo filo russi, ma che non regge. In Parlamento abbiamo sempre votato gli aiuti all’Ucraina. Però io penso anche che non si può inviare all’infinito armi e soldi all’Ucraina, senza che la diplomazia faccia la sua parte e cerchi di mettere fine a questo conflitto».
Ministro, chiudiamo col congresso straordinario della Lega. Massimo Garavaglia, il suo sfidante, ha raccolto le firme e presentato la sua candidatura...
«E io sono contento, perché così la smetteranno di dire che si tratta di un congresso farsa, pilotato, eccetera. Finalmente si smetterà di fare polemiche sui giornali, nelle piazze e sui libri e si potranno esporre davanti ai militanti le varie visioni della Lega. Perché vede, se c’è una cosa che la Lega di Bossi prima e quella di Maroni poi, mi hanno insegnato, è che se ci sono problemi la discussione si fa in casa, nelle sezioni e nelle sedi di partito. Non in pubblico».
Quindi che congresso sarà?
«Delle idee. Io ho ben chiara la mia idea di quello che la Lega deve essere, ma sono pronto ad ascoltare anche le posizioni degli altri. Io ho le idee chiare. So con chi la Lega deve stare in Italia e in Europa, cioè nel centrodestra e con i 100 miliardi di cantieri aperti per realizzare opere e con i Patrioti a Bruxelles, perché noi con la Von der Leyen e Draghi non c’entriamo nulla e vogliamo essere alternativi al Ppe; so quali battaglie deve combattere come l’innalzamento del tetto della Flat Tax e la pensione a 64 anni».
Dal punto di vista interno, invece, se vincerà il congresso, che Lega sarà? Lei ha annunciato una sorta di segreteria politica.
«Voglio un partito allargato e inclusivo, che darà spazio agli oltre 500 sindaci che abbiamo e che sono una risorsa. E poi sarà un partito che coinvolgerà maggiormente i militanti che tengono aperte oltre 1.200 sedi da Nord a Sud e che sono la spina dorsale del Movimento».
Un’ultima domanda. Il centrodestra quando annuncerà il sindaco di Milano?
«Il prima possibile perché sono convinto che la città sia contendibile. Possiamo vincere. E per me la persona giusta si chiama Silvia Sardone: è la figura migliore per vincere con tutto il centrodestra unito».