Hanno lanciato la «mobilitazione permanente»: si raduneranno ogni sabato alle ore 15 nelle principali città italiane «fino alla caduta di questo governo ladro». Con queste parole dal suo account Instagram il neonato Movimento 17 Ottobre - lo stesso da cui partono le indicazioni operative per le manifestazioni, a partire da quelle di oggi - ha promesso di incendiare le piazze fino alle elezioni. Il guaio, per loro, è che a beneficiare del caos potrebbe essere la parte politica che il movimento antagonista vorrebbe abbattere: il centrodestra dell’odiata Giorgia Meloni, alla guida del «governo dei padroni».
Così emerge dalle prime rilevazioni effettuate dopo il “sabato nero” della scorsa settimana, quello che ha spinto l’esecutivo a varare la stretta sui cortei. In sintesi: più proteste ci sono, più il clima nelle strade si fa incandescente, più l’attenzione dell’opinione pubblica, e quindi degli elettori, si sposta sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico. I punti sui quali i partiti della maggioranza si sentono più a loro agio e sul quale sono convinti di avere risposte più efficaci, rispetto alle titubanze dei loro avversari, del Campo largo.
TERRENO CONGENIALE
I numeri dell’istituto demoscopico Yoodata, citati da Milano Quotidiano, lo confermano: se le proteste dovessero effettivamente continuare a cadenza regolare fino alle Politiche del prossimo anno, l’effetto «più probabile» sarebbe una crescita di circa cinque punti percentuali delle forze politiche più caratterizzate sul fronte della sicurezza: Fratelli d’Italia e Lega. Con una doppia conseguenza sui rapporti di forza tra le coalizioni: da una parte il progressivo svuotamento del serbatoio elettorale di Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci che si attesterebbe intorno al 5%, dall’altra il calo del Pd, che pagherebbe una linea troppo accomodante, e permissiva, di fronte alle eventuali devastazioni nelle città e alle aggressioni alle Forze di polizia perdendo fino a due punti percentuali.
«La logica è semplice», è scritto nella nota di Yoodata, «quando sicurezza, ordine pubblico e tutela delle attività economiche diventano il tema dominante del dibattito, gli elettori tendono a premiare le forze percepite come più credibili su questi temi». E ciò sarebbe destinato a premiare il centrodestra non solo a livello nazionale, ma anche a Milano, dove si voterà per il rinnovo della Giunta e del Consiglio comunale, nella primavera del prossimo anno.
Che il terreno della sicurezza sia il più congeniale al governo, del resto, era emerso anche nei giorni scorsi, subito dopo l’approvazione del decreto sul fermo preventivo ai minorenni e le sanzioni ai genitori dei ragazzi che sfasciano le vetrine.
Sondaggi riservati avevano confermato il favore dell’elettorato di centrodestra, ancorato ai tradizionali valori di “legge e ordine”, alle nuove misure. Insomma, la premier ha tutto da guadagnare dallo spostamento del focus sulla sicurezza. Anche perché l’emergenza piazze, con i suoi effetti negativi per il centrosinistra (basti pensare alla diversità di vedute tra Pd, Avs e M5S), si innesta in una tendenza che a livello di sondaggi già da qualche settimana vede il Campo largo in affanno. Ieri una rilevazione di Emg per RaiTre vedeva il centrodestra davanti al centrosinistra per quasi un punto percentuale pur con la concorrenza di Futuro nazionale (44% contro 43,1%, con il partito del generale in calo dello 0,9% e quindi sceso addirittura al 5,6%). Il grafico delle intenzioni di voto mostrava tutti i partiti del centrosinistra in discesa: il Pd dello 0,6%, il M5S dello 0,3% e Avs dello 0,2%.
VENTO FAVOREVOLE
Una tendenza rilevata anche da BidiMedia, che rispetto al sondaggio precedente del 9 settembre vede una forte risalita di Fratelli d’Italia (1,1 punti in più), un altrettanto significativo arretramento del Pd (-0,7%) e, soprattutto, di Futuro nazionale (-0,6%). Nelle prossime settimane, se i disagi causati dai disordini dovessero proseguire, sarà interessante valutare il peso effettivo che avranno sulle intenzioni di voto. Di certo la maggioranza degli italiani - complessivamente il 55%, secondo BidiMedia - non ne può più del caos.