Cuori nei colori della bandiera palestinese e la scritta “Allahu Akbar” a commento dei post di Tajani e Salvini che il 7 ottobre 2023 esprimevano la loro solidarietà a Israele e condannavano gli attacchi di Hamas.
E il 20 novembre in un messaggio a Elon Musk scriveva: «Niente da dire qui tranne che dal fiume al mare la Palestina sarà libera».
Sui social circola la risposta di Youssef Sehir a un tweet del vicepremier Matteo Salvini su X il 7 ottobre del 2023, il giorno dell’attacco a Israele da parte di Hamas. «Allah Akbar» scriveva il ricercatore al leader della Lega che esprimeva il sostegno a Tel Aviv. E il suo impegno politico non ha mai abbandonato il paese d’origine.
A settembre scorso, sul suo profilo Facebook, il 30enne aveva analizzato il fallimento delle proteste della cosiddetta Generazione Z in Marocco, sostenendo che i problemi legati a sanità e istruzione non fossero «il vero problema», ma «sintomi di una malattia molto più profonda». La radice, secondo il giovane, sarebbe «il sistema politico ed economico basato su una classe politica e i grandi capitali che agiscono come oligarchi».